Trap e l’Eire, esordio amaro. La Croazia di Bilic vince e convince

Esordio amaro per il Trap, fa festa la Croazia di Bilic che spaventa l’Italia in vista del match di giovedì prossimo a Poznan travolgendo per 3 a 1 gli irlandesi grazie alla premiata ditta Jelavic-Mandzukic.
Questa l’estrema sintesi di un match dai toni agonistici elevati che ha mostrato le lacune evidenti dell’Irlanda a cui non è bastato il solito agonismo di stampo britannico. Sul fronte opposto grande organizzazione e tanta qualità in più rispetto ai dirimpettai specialmente a metà campo dove Perisic, Rakitic e soprattutto Luca Modric, talento del Tottenham, hanno spadroneggiato.
Gara subito in discesa per i croati che dopo tre minuti trovano il vantaggio; cross del vecchio Srna, e Mandzukic trova, scivolando, la forza di impattare di testa il pallone in controtempo, beffando Given apparso per la verità leggermente in ritardo.
L’Irlanda non ci sta e si lancia in attacco, trovando subito il pari su palla inattiva, forse l’unica arma a disposizione degli irlandesi, grazie all’ottimo guizzo del centrale difensivo St Ledger che insacca sul secondo palo non lasciando scampo a Pletikosa.
Gara nuovamente in equilibrio ma sono gli slavi a menare le danze, poca cosa la squadra del Trap, 4-4-2 scolastico e un solo schema, palla larga per Duff e Mcgeady e tanti cross a cercare la testa di qualche compagno, ma sono poca cosa davanti Doyle e l’ormai logoro R.Keane.
Così prima dell’intervallo arriva il break che spezza l’equilibrio, quando un pasticcio difensivo biancoverde spiana la strada a Jelavic, che conferma il suo stato di grazia (10 gol nell’ultimo scorso di stagione all’Everton) facendosi trovare pronto per la deviazione vincente.
Veementi le proteste irlandesi per un presunto off-side, ma è Ward, svirgolando, a rimettere in gioco la punta croata. Ad inizio ripresa, il colpo che manda definitivamente al tappeto l’Irlanda ancora con Mandzukic che, sempre di testa, beffa i biancoverdi proprio nel loro fondamentale migliore, il colpo di testa. Sfortunato Given che dopo la respinta del palo devia con la schiena nella propria porta.
A questo punto la Croazia gioca quasi sul velluto, non basta il cuore infinito degli irlandesi sospinti dal solito numeroso e rumoroso sostegno dei propri sostenitori. Tante palle buttate in area e poco più, con il Trap che si conferma ancora una volta sfortunato con gli arbitraggi. Giuste infatti le proteste per un fallo di Schildenfeld su Keane, il rigore poteva starci, ma sarebbe cambiato poco. Più forte la Croazia, per l’Italia giovedì non sarà semplice venirne a capo (Marco Formato)

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