Trionfo Liverpool. Salah-Origi, Reds sul tetto d’Europa dopo 14 anni

Il Liverpool di Klopp conquista la Champions League 2019, la sesta della sua storia, e torna a primeggiare in questa competizione dopo 14 anni. Si spegne a pochi metri dal traguardo il sogno del Tottenham di Pochettino, piegato dall’ingenuità, dopo soli 21 secondi, di Sissoko e dal sigillo finale di Origi, per il 2 a 0 finale. Applausi agli Spurs, protagonisti comunque di una competizione straordinaria.

Sciocchezza di Sissoko. Un minuto di gara e il Liverpool di Klopp è avanti

Dalla qualificazione strappata ad Anfield contro il Barcellona al trionfo di Madrid. Il Liverpool torna a gioire, con il capitano Henderson che alza al cielo della capitale spagnola la “Coppa dalle grandi orecchie”. Una finale non degna delle ultime edizioni, risolta praticamente dopo soli 21 secondi, con l’ingenuità colossale di Sissoko.

Braccio largo del giocatore di Pochettino, Skomina indica il dischetto. Dopo un minuto e 48 secondi di attesa per il check del Var, Salah firma dagli undici metri l’1 a 0 del Liverpool. Una mazzata, a livello psicologico, per il Tottenham e per il suo condottiero, Pochettino, che aveva preparato nei minimi particolari questa sfida storica per gli Spurs.

La squadra londinese, comunque, ci prova, anche se il 63% del possesso palla non porta a conclusioni importanti dalle parti di Alisson che sarà, invece, decisivo nella seconda parte di match. Due infatti i tentativi, degli Spurs, con Sissoko ed Eriksen, entrambi però fuori dallo specchio. Il Liverpool controlla e mantiene, al riposo, il gol di vantaggio.

Alisson superstar, Origi chiude i giochi nel finale

Si riparte, con dei protagonisti diversi. Pochettino lancia Lucas, giustiziere dell’Ajax, mentre Klopp getta nella mischia Origi, autore di gol pesanti. Milner sfiora il raddoppio per i Reds, Kane si batte dall’altro lato, ma l’Uragano è lontano dalla forma migliore (era al rientro dopo 2 mesi di stop per l’infotunio ai legamenti, ndr).

Il Tottenham, comunque, non molla. E fino alla fine prova ad attaccare, ma sbatte sempre e comunque sul muro eretto dal brasiliano Alisson. Il portiere del Liverpool abbassa la saracinesca e chiude tutto, respingendo la punizione di Eriksen e allontanando alla grande i tentativi di Son e Lucas.

All’87’, infine, il sigillo che manda in estasi il popolo di Anfield. Origi si gira in area e con un diagonale meraviglioso batte Lloris per il 2 a 0 del Liverpool. La festa può iniziare, Klopp può gioire per aver cancellato Kiev e le finali perse. La maledizione è finita, la prima Champions è tra le sue mani. Complimenti!

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