Serie A: Tutto e il contrario di tutto

La Roma non è morta. Lo fa sapere Mirko Vucinic che con quella torsione al volo con la testa sussurra a Julio Cesar e compagni di non cercare tra i morti una squadra viva nel gioco, nella voglia e, dopo tanti passi falsi,  finalmente nel risultato. I giallorossi si riprendono ciò che nella Supercoppa italiana d’agosto, una doppietta di Eto’o, aveva tolto loro: la vittoria.
In questi primi cinque giorni di scuola, in Serie A, succedono delle cose un po’ strane. Le prime verifiche non ottengono gli stessi risultati: la scolara Cesena, partita in modo sprint è calata nelle ultime due prove contro Catania e Napoli, il promettente Brescia del filotto di vittorie ha perso a Bari ma con un grandissimo goal del greco Kone che ricorda la gemma di un certo Owen all’Argentina al mondiale francese del 98’. Sorride Sinisa Mihajlovic che accoglie ai danni di un Parma sfortunatissimo (5 rigori subiti in 5 gare ) i primi tre punti con la sua nuova viola.
La Lazio zitta zitta si porta in alto, ringrazia i cugini giallorossi per aver fermato l’Inter e balza in testa alla classifica: e se il maestoso volo dell’Aquila di mercoledì sera, prima della partita contro il Milan, fosse di buon auspicio? La formazione di Edy Reja è forse stata deprezzata nelle saccenti griglie della vigilia dei giochi ma, quasi in sordina, è andata a far bottino pieno in campi osticissimi come Firenze e Chievo. Bravo l’allenatore a gestire fin qui una rosa con non pochi desideri di giocare sempre, quello di Zarate su tutti, ieri, dopo tanto, a segno.
In un altalena tra nuove ricchezze e inaspettate povertà questo campionato delinea alcune prime tracce di possibili certezze: Marco Di Vaio ed Edinson Cavani continuano a buttarla dentro e non sembrano affatto intenzionati a smettere e Ibra è al secondo gol decisivo in due match: dopo la zampata che è valsa il pari contro la Lazio,ecco il piedone volante che porta la posta piena al cospetto di una Gasperini– band ancora acerba. In mezzo a tanto nomadismo, qualcuno prova a sedersi.
Emblematiche le ultime due partite di Napoli e Chievo. Gli scaligeri hanno alternato una vittoria al San Paolo ed una sconfitta interna davanti alla Lazio, i partenopei dopo aver perso a domicilio per 1 a 3, trafitti proprio dal Chievo, sono riusciti a sbancare la fortezza di Cesena, inespugnabile fino a sette giorni fa e ora con sei gol nel sacco in una settimana. Come sei bello calcio, scienza non esatta per eccellenza, mistero senza fine bello come cantava Gianni Brera.

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