Roma: Finisce un’era

Claudio Ranieri saluta la sua Roma quando, dopo il disastro del Marassi, dalla bellezza dello zero a tre alla stoltezza del quattro a tre, non sente più sua, più gestibile, più compatibile con la propria dignità di uomo e di mister. Costretto ad abdicare ora e costretto ad andarsene quando era alla guida della Juventus, signore della panchina ma terribilmente costernato dalle sfortune.
Prese la malata e abulica Roma dell’ultimo Spalletti e la portò dai bassifondi di una classifica a vicecampione d’Italia, e, non fosse stato per un gol di Pazzini, ora se ne andrebbe con uno scudetto in più. Claudio ha fatto un ottimo lavoro globale, ha riconfermato la squadra ai vertici che il ciclo spallettiano e le precedenti auree docenze capelliane avevano toccato.
Se la Roma è rimasta tale e non si è spappolata in squadretta qualsiasi lo si deve a Ranieri, mite come un servo della gleba e atarassico come un imperatore. Ultimamente le cose gli erano un po’ sfuggite di mano o forse sono stati alcuni senatori a non dargli più una mano? Ai posteri l’ardua sentenza.
Intanto arriva Vincenzo Montella, esperto di Roma e di vittorie giallorosse, aeroplananino in campo ed ora tecnico con lo stesso preciso compito di quando giocava: portare o meglio riportare la squadra ad alta quota. Arrivederci Claudio e in bocca al lupo Vincenzo.

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