Ottavi: Roma-Shakhtar 2-3. L’incubo prosegue, ora serve un’impresa in Ucraina

Doveva essere la gara del riscatto, dopo le ultime brutte figure rimediate in Serie A. E invece, per la Roma di Ranieri, impegnata ieri sera nell’andata degli ottavi di finale della Champions League, contro lo Shakhtar Donetsk di Mircea Lucescu, è arrivata un’altra sconfitta, la terza consecutiva di una stagione che sembra prendere davvero una brutta piega.
Clamoroso tracollo dei giallorossi che cadono, all’Olimpico, con il risultato di 2 a 3 (dopo essere stati sotto anche per 1 a 3) e pregiudicano pesantemente il discorso qualificazione. Infatti, per poter strappare agli ucraini il passaggio ai quarti servirà un’impresa (2 a 0) alla Donbass Arena, stadio che non conosce ko addirittura da 15 gare consecutive.
Nella partita che doveva segnare la svolta della stagione, la squadra di Ranieri sprofonda contro lo Shakhtar, squadra che, per via della pausa invernale del campionato ucraino, non disputava una gara ufficiale da circa tre mesi, ma che ha dimostrato di essere organizzata e allenata alla grande. E dire che la gara era partita benino, con i giallorossi in attacco e in vantaggio, meritatamente, al 28′: cross lungo, sul secondo palo, Perrotta colpisce di testa e Rat, maldestramente, trafigge il proprio portiere Pyatov. Neanche il tempo di festeggiare che gli ucraini trovano, abbastanza fortunosamente, il pari che segna l’inizio dell’incubo per la truppa giallorossa. Micidiale, infatti, il tris degli ucraini, favorito anche da incredibili disattenzioni difensive ed errori grossolani (come nell’occasione di quello di Riise che spiana la strada al 3 a 1 ucraino).
Ma partiamop dall’uno a uno, risultato che si materializza neanche 40 secondi dopo il vantaggio dei capitolini. Douglas Costa, al 29′, crossa in area, Burdisso respinge ma sui piedi di Jadson che colpisce a botta sicura e la palla, complice anche la deviazione di De Rossi, inganna Doni (in porta, con scarsi risultati, al posto dell’infortunato Julio Sergio) e finisce in rete.
Inarrestabile Shakhtar che al 37′  passa a condurre. Rapido contropiede dell’udici di Lucescu, dal limite Douglas Costa (davvero bravo questo brasiliano classe ’90) realizza il 2 a 1 con un sinistro a giro di rara bellezza. Doni vola ma non ci arriva. Ma l’incubo giallorosso prosegue e prende  forma al 42′ con il 3 a 1 degli ucraini: Riise sbaglia, cade malamente al momento di allontanare la sfera e spiana la strada a Douglas Costa che serve perfettamente Luiz Adriano in area, stop e tiro, Doni tocca ma non quanto basta per impedire alla sfera di rotolare in fondo al sacco. Roma sotto shock, incapace di reagire, contestata e fischiata sonoramente dai tifosi.
Nella ripresa, Ranieri le prova tutte, per rianimare una squadra smarrita, slegata e confusionaria. Dentro anche Borriello, per uno spento Vucinic, ma è Menez, una luce intermittente nel buio totale dell’undici giallorosso, a scuotere la Roma. Accelerazione del francese che, poi, con un destro fantastico, riapre i giochi, suonando la carica.
Ma è solo un fuoco di paglia, che ben presto si consuma e il fischio finale dell’arbitro portoghese Benquerença mostra a tutto il popolo giallorosso, accorso allo stadio, impietoso il verdetto. Vicono gli ucraini con il risultato di 3 a 2, nell’andata degli ottavi di Champions, lo Shakhtar sancisce la crisi nera della squadra di Ranieri (chiaramente a rischio esonero), chiamata ad un’impresa quasi impossibile nella gara di ritorno in Ucraina in programma l’8 marzo. Impresa che dovrà realizzare senza Cassetti e Menez, i quali erano in diffida e sono stati ammoniti ieri dal fischietto di Leiria.

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