Napoli mille colori

Il Napoli sbeffeggia la Juventus e vola con il sacro fuoco di Cavani, al secondo posto in Serie A, chiudendo un girone d’andata spumeggiante; 36 punti, tanti gol e la verve del suo Matador uruguagio che impreziosisce e completa la classe di Hamsik e l’estro di Lavezzi.
Napoli non è solo il problema della spazzatura ma la realtà di una squadra che, dopo anni di varie disavventure, si gode ora un momento magico nel campionato di Serie A. Gli entusiasmi dei fasti maradoniani finirono poi per abbuffarla di ogni sorta di eccessi, il malumore per mancati sucessi la portò presto nel baratro delle serie inferiori. Ora da quando al timone c’è Aurelio De Laurentiis, i partenopei hanno pian piano eliminato gli estremismi e trovato la via del sano equilibrio. Chi è passato di qui ha seminato qualcosa di grande: il lavoro di Reja e l’aratura di Donadoni non si dimenticano perché sono state le fondamenta di questo nuovo Napoli formato e vestito d’alta classifica. Mazzarri ha dovuto arredare una casa già costruita: ha scelto bene colori e forme, spazi e materiali ed il design, classifica alla mano, sta facendo la sua porca figura.
Non sarà mai il Napoli di Diego Armando Maradona né però quello che pochi anni fa arrancava in C ma, è una gran bella realtà della Serie A che non vive di solo Cavani ma anche della corsa di un maratoneta di fascia come Dossena, dell’intelligenza del piccoletto Pazienza, dell’esperienza di un portiere come De Sanctis, cresciuto a Udine e che sta diventando grande sotto il Vesuvio. Lo scoramento per aver perso a San Siro davanti all’Inter fresca di Leo, si è trasformato in due giorni in scossa per mettere al tappeto madama con la familiarità e la festa del San Paolo. Napoli ora occhio agli eccessi e, con intelligenza e serenità, vivi questo girone di ritorno dove, magari, sarà lecito sognare…

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