Mondiali, Finale: Spagna-Olanda 1-0 (dts). Iniesta mata i Tulipani, iberici Campioni del Mondo

La Spagna doma l’Olanda per 1 a 0, grazie al sigillo nei supplementari (minuto 116) di Iniesta, e si laurea Campione del Mondo!. Dopo aver conquistato l’Europa, nel 2008, in finale contro la Germania (sempre per 1 a 0), la nazionale iberica, di Vicente del Bosque, afferma la propria supremazia anche a livello mondiale, per la prima volta nella storia iberica, e colora di rosso Johannesburg e il Mondiale sudafricano.
El hombre del partido“. Questa l’espressione che si usa, nei paesi di lingua spagnola, per indicare il migliore in campo, al termine dell’incontro. Beh, ieri sera, nella meravigliosa cornice del Soccer City Stadium di Johannesburg, l’adesivo di “Man of the Match” va incollato su quella maglietta numero sei, quella che appartiene al fantastico centrocampista blaugrana Andres Iniesta.
Divino. Appena si pronuncia questa parola, torna alla memoria Paulo Roberto Falcão, uno dei più grandi centrocampisti della storia del calcio, italiana (Roma), brasiliana (Internacional e la Selecao) ma soprattutto mondiale (nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi). Oggi vogliamo regalare questo aggettivo al 26enne ragazzo di Fuentealbilla (città della Castiglia-La Mancha, nei pressi di Albacete), Andres Iniesta, che con la zampata del 116° minuto, manda al tappeto l’Olanda, al termine di una “battaglia” non bellissima, ma dura e vibrante, e regala il trionfo finale alla Spagna.
E’ lui a deliziare la platea (insieme all’altro fenomeno blaugrana Xavi) con quei piedini che conoscono a memoria la lingua del calcio. Pallone incollato quasi con l’attack, intelligenza tattica mostruosa, visione di gioco eccezionale e, nonostante non sia il pezzo pregiato, anche cecchino d’area. In una sola parola, appunto, divino.
Detto di Iniesta e della Spagna, non possiamo però non applaudire un’Olanda strepitosa, per quello che s’è visto nel cammino in Sudafrica. Purtroppo, per il paese dei deliziosi Tulipani non è bastato eliminare lo stratitolato Brasile di Dunga, nè il delizioso Uruguay del miglior giocatore del torneo (Diego Forlan) per centrare il primo storico successo.
E’ arrivata, invece, la terza sconfitta in altrettante finali (dopo quelle rimediate nel 1974 e nel 1978), al termine di una gara non bella ma comunque vibrante e soprattutto dura, “maschia” (fin troppo, vedi De Jong) ma l’Olanda di Van Marwijk merita l’applauso di tutti, per la maturità mostrata, e per la classe evidenziata (gran mondiale per la coppia di fenomeni Sneijder-Robben). E se il “bavarese” non avesse fallito le occasioni avute, forse staremmo qui a parlare di tutt’altro…
Ha vinto la scuola spagnola, figlia di un lavoro che proviene dalla “cantera” (il settore giovanile). Ha vinto Del Bosque e il blocco Barcellona (ben 7 i giocatori blaugrana scesi in campo contro l’Olanda). Ha vinto una struttura di squadra amalgamata, organizzata, con un sistema di gioco consacrato e dalle poche imperfezioni.
Passando, ora, al campo, si assiste ad un primo tempo statico e poco spettacolare. La Spagna preme subito, l’Olanda si difende con decisione e qualche “entrataccia” di troppo. La prima grande occasione arriva con Sergio Ramos di testa, ma il numero uno olandese Stekelemburg si tuffa e respinge la minaccia con un intervento provvidenziale.
L’Olanda soffre la compattezza e il possesso palla iberico. Unico tiro in porta degli Orange, è la conclusione di Sneijder su punizione, centrale, bloccata con facilità dall’attento Casillas.
Partita che, come abbiamo detto, regala qualche fallaccio di troppo. Al 30′, soprattutto, l’arbitro del match, l’inglese Howard Webb (tutto sommato sufficiente, anche se impreciso in alcune valutazioni) grazia De Jong, solo ammonito (il quinto nei primi 30 minuti) per una entrata “da karate” su Xabi Alonso (scarpata al volo in pieno petto). Era assolutamente da rosso.
Episodio curioso e pericoloso per la Spagna al 36′. Heitinga restituisce la sfera a Casillas che aveva messo fuori per permettere le cure del caso a Puyol, ma più che un passaggio è un tiro, e il portiere spagnolo deve allungarsi per mandare la palla in angolo. Van Persie rimedia, regalando la palla, da corner, al portierone del Real Madrid.
Poche le emozioni, per quanto riguarda il gioco. Squadre contratte, e spettacolo che latita. Qualche conclusione sballata (di Van Bommel e Mathijsen) degli olandesi che, solo nel finale, si rendono pericolosi con Robben, il cui tiro, dal limite, viene deviato in angolo da Casillas.
La ripresa inizia, praticamente al 3′, con una buona occasione fallita dalle “Furie Rosse“: colpo di testa di Puyol, palla che schizza dalle parti di Capdevila che, tuttavia, manca la deviazione sotto porta. L’Olanda risponde con Robben da fuori area, ma Casillas non si lascia sorprendere e blocca con sicurezza.
Altri falli e altri due ammoniti (si chiuderà con 12 gialli e un rosso), Del Bosque lancia “occhi di ghiaccio” Navas, al posto di un inconsistente Pedro. Ma, al 16′, occasionissima per l’Olanda: impreparata la difesa spagnola, Robben, servito alla grande dall’interista Sneijder, vola verso la porta e prende la mira, Casillas riesce a deviare di piede. Decisamente un gol “mangiato”, anche se va applaudito il numero uno dei rossi.
Al 25′ la risposta della Spagna. Heitinga sbaglia a pochi passi dal proprio portiere Stekelemburg, sembra fatta per Villa, ma il tiro, a botta a sicura, del puntero spagnolo, viene respinto proprio dallo stesso difensore dell’Everton che s’immola e col piede respinge la palla in corner.
Arriviamo, così all’ultimo quarto d’ora dei tempi regolamentari. E l’Olanda usufruisce di un’altra occasione per indirizzare dalle parti di Amsterdam la Coppa del Mondo 2010. Robben resiste al fallo di Puyol, arriva davanti a Casillas che lo stoppa, con una pronta uscita. Tre minuti di recupero, ma il risultato non si schioda dallo zero a zero di partenza. Pertanto, squadre ai supplementari.
Pronti via e Stekelemburg deve esaltarsi sul destro, in controiede, del neoentrato Fabregas. Anche in questa occasione, il fuoriclasse dell’Arsenal si divora un’occasionissima, e si dimostra egoista perchè solo, a centro area, c’era Villa, posizionato meglio per poter siglare il goal che avrebbe incanalato il successo veso Madrid. Secondo tempo supplementare:.Del Bosque fa uscire un Villa fumoso e prova la carta Torres. Ma l’episodio decisivo non è l’ingresso del Nino (che mostrerà una condizione fisica imbarazzante, culminata nello scatto con relativo risentimento muscolare), bensì l’espulsione annunciata dopo tante ammonizioni: a farne le spese è Heitinga che blocca irregolarmente uno scatenato Iniesta, sacrificandosi per fermare il geniale centrocampista spagnolo. Olanda in dieci.
E Spagna che colpisce. Mortalmente. Il goal che vale la Coppa del Mondo 2010 arriva al 116′, ovvero a quattro minuti dalla lotteria dei calci di rigore. Fabregas libera Iniesta davanti al portiere e, questa volta, dopo uno stop fantastico, il folletto blaugrana impallina Stekelemburg.
E’ il goal che vale un mondiale, che fa felice una Nazione e una nazionale, prima nel Mondo dopo aver conquistato l’Europa. Un goal celebrato con una maglietta ad hoc («Dani Jarque siempre con nosotros»), dedicata a Jarque, il difensore che nell’agosto scorso si spense a Coverciano dove era in ritiro con la sua squadra, l’Espanyol. Il giocatore della formazione catalana aveva 26 anni, era al telefono con la fidanzata. Un infarto e la fine del dono più bello, la vita. Iniesta, di un anno più giovane, l’aveva frequentato nelle Nazionali minori. Un gesto da sottolineare, così come il successo della Spagna campione, in tutto e per tutto.


SPAGNA-OLANDA 1-0
SPAGNA (4-2-3-1):
Casillas; Sergio Ramos, Pique, Puyol, Capdevila; Busquets, Xabi Alonso (40′ st Fabregas); Pedro (15′ st Navas), Xavi, Iniesta; Villa (106′ Torres). Ct Del Bosque.
OLANDA (4-2-3-1): Stekelenburg; Van der Wiel, Heitinga, Mathijsen, Van Bronckhorst (104′ Braafheid); Van Bommel, De Jong (99′ Van der Vaart); Robben, Sneijder, Kuit (26′ st Elia); Van Persie. Ct Van Marwijk.
ARBITRO: Webb (Ing).
MARCATORE: 11’sts Iniesta (S).
AMMONITI: Van Persie, Puyol, Van Bommel, Sergio Ramos, De Jong, Van Bronckhorst, Heitinga, Capdevila, Robben, Van der Wiel, Mathijsen, Xavi.
ESPULSO: 4’sts Heitinga (O) per doppia ammonizione.

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