Mondiali 2010: Uruguay-Olanda, le pagelle orange. Incerto Stekelenburg, gioiello Van Bronckhorst

OLANDA

STEKELENBURG 5: con la Slovacchia e, soprattutto, con il Brasile era stato decisivo salvando l’Olanda con le sue parate. Stavolta non si dimostra altrettanto pronto. Sul primo gol il tiro di Forlan, potente ma centrale, lo sorprende nettamente. Non impeccabile neanche sulla seconda rete sudamericana, si riscatta parzialmente con una buona parata sulla punizione del solito Forlan e con un’uscita disperata sui piedi di Cavani.
BOULAHROUZ 5.5: aveva il non facile compito di sostituire l’ottimo Van Der Wiel. Alterna buone chiusure a disimpegni da infarto per i tifosi orange, specialmente quando nella ripresa un suo retropassaggio si trasforma in assist per Cavani. Incerto.
HEITINGA 6.5: la traiettoria del tiro di Forlan gli passa sopra la testa, è lui forse a coprire la visuale al portiere. Per il resto comunque un buon incontro, seppur con qualche difficoltà per tenere a bada Forlan.
MATHIJSEN 6: riprende il suo posto dopo aver saltato per squalifica il quarto di finale. Un recupero importante e una prestazione sufficiente ma con una sbavatura. Sul gol Forlan lo manda al bar con una finta prima di freddare Stekelemburg.
VAN BRONCKHORST 7.5: neanche lui si sarebbe aspettato forse di arrivare a giocare una finale mondiale a 35 anni suonati. E ci arriva da gran protagonista, segnando un gol da cineteca, il sesto in nazionale e sicuramente il più importante. Un sinistro fantastico dai 30 metri ad incrociare che toglie le ragnatele dall’incrocio spianando la strada all’Olanda. Decisivo anche nella ripresa quando sull’1-1 salva quasi sulla linea il pallonetto di Alvaro Pereira.
VAN BOMMEL 6.5: scorretto e falloso come al solito è giocatore comunque fondamentale nello scacchiere di Van Marwijk, assicurando sostanza ed equilibrio. In difficoltà sul pressing continuo di Gargano, cresce alla distanza.
DE ZEEUW 5.5: chiamato a sostituire lo squalificato De Jong, non mostra grandi cose e la sua gara dura solo un tempo. Ha forse piedi migliori del compagno, ma non lascia il segno sulla semifinale, segni che invece gli lascia in faccia Ceceres con un calcione in pieno viso che lo mette k.o.
ROBBEN 7.5: è un giocatore semplicemente devastante. È reduce da un infortunio e nonostante questo, da quando è tornato in campo ha cambiato volto all’Olanda. Non gioca la sua miglior partita, ben controllato dalla difesa uruguaiana per settanta minuti. Ma dopo aver sbagliato anche una facile occasione (del resto con il destro non ci sale nemmeno sull’autobus) con una sua accelerazione innesca l’azione del gol di Sneijder, completando l’opera con una zuccata degna del miglior centravanti.
SNEIJDER 7.5: se non ci fosse lui e Alien Robben, l’Olanda sarebbe una squadra normalissima. Tutto quello che tocca si trasforma in oro e, dopo aver trascinato l’Inter, ha portato insieme al suo degno compare l’Olanda in una finale mondiale dopo ben 32 anni. Firma il suo quarto gol nel torneo, anche grazie alla sua buona stella, quella che lo sta accompagnando dall’inizio di questa irripetibile stagione. L’Olanda tutta spera che non l’abbandoni proprio sul più bello…
KUIJT 7: giocatore che non si nota molto, ma la sua presenza si sente sempre. Sfiora anche il gol in apertura, ma è fondamentale soprattutto per dare le giuste distanze tra i reparti. Corre lotta e difende, trovando anche la lucidità per fornire un assist d’oro a Robben per il 3-1.
VAN PERSIE 6: come punta centrale lascia un po’ a desiderare, non ha il giusto peso specifico. Ha perlomeno il merito di fare da velo (in fuorigioco) involontario sul tiraccio di Sneijder che si trasforma in gol. Serve anche un buon pallone a Van Der Vaart e nel finale respinge il destro di Arevalo che poteva valere il clamoroso 3-3.
VAN DER VAART 6.5: spedito in campo ad inizio ripresa, non sembra offrire un gran contributo nei primi venti minuti quando l’Uruguay gioca anche meglio dell’Olanda. Il rendimento cresce comunque alla distanza e sfiora il gol con un gran sinistro che Muslera respinge. È lui poi a servire il pallone che Sneijder trasforma in oro colato.

VAN MARWIJK 7: l’anonimo tecnico olandese ha compiuto il miracolo. Riportare l’Olanda in finale dopo 32 anni. I meriti maggiori sembrano dei due fenomeni di cui dispone, ma la sua mano si vede, essendo comunque riuscito a domare un gruppo da sempre molto problematico, dando anche la giusta mentalità e concretezza ad una formazione abituata a specchiarsi troppo. Per la tattica non serviva poi molto. Squadra compatta e palla a Robben e Sneijder, al resto pensano loro.

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