Milan, Robinho al veleno contro Mancini: “Non mi ha mai capito”

E’ stato l’ultimo colpo del sontuoso mercato milanista. Dopo Zlatan Ibrahimovic, acquistato alla fine di una lunga trattativa dal Barcellona, il club di Via Turati ha regalato ad Allegri un altro giocatore di grande qualità, l’attaccante brasiliano Robinho, classe 1984, proveniente dal Manchester City di Mancini.
Il “ballerino” (questo il suo soprannome) di São Vicente arriva in Italia dopo aver trascorso due stagioni (41 presenze e 14 goals) con i Citizens. Acquistato dal Real nel 2008 per circa 42 milioni di euro, il giocatore è partito alla grande, ma poi è calato sensibilmente, anche a causa di un brutto infortunio che lo ha tenuto fuori a lungo, e i rapporti contrastanti con Mancini hanno portato all’epilogo che noi tutti conosciamo.
Proprio all’ex tecnico va l’ultima staffilata del calciatore, in trepida attesa di vivere il debutto in Serie A con la maglia rossonera. In un’intervista a “People“, il giocatore parla dell’avventura vissuta in Premier League con il City: “Mancini non ha mai avuto fiducia in me – ha detto – Forse guardavano soltanto al lato sportivo delle cose, ma per me non era abbastanza. Sono brasiliano e non posso dare il massimo se non sono contento in ogni aspetto della mia vita“. Insomma, gli è mancata la felicità, un ingrediente fondamentale per tutti, ma soprattutto per i brasiliani, abituati ad avere affetto e calore attorno.
I problemi, quindi, non erano legati esclusivamente al campo: “L’avvio è stato positivo ma l’Inghilterra è un paese difficile e ho avuto problemi d’adattamento. Manchester è un luogo sensazionale per fare calcio ma anche orribile per vivere per via del suo inverno freddo. Sono un calciatore speciale e ho bisogno di essere felice quando gioco“. Cosa che, evidentemente, non è capitata nella fredda contea del “Greater Manchester”.

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