L’era del “tutto e subito” paralizza le emozioni

I tifosi nerazzurri e rossoneri probabilmente ringrazieranno Rosenberg, l’attaccante svedese che nel preliminare di Champions eliminò la Samp quando ormai sembrava un gioco da ragazzi entrare tra le trentadue d’Europa. Da quella partita nefasta si è di fatto disfatta la squadra blucerchiata e con lei le sue motivazioni, il suo carattere. Cassano ha fatto le valigie a Natale, ora le ha fatte anche Pazzini. Sono andati tutti e due a Milano: uno al Milan, l’altro all’Inter. E poi lo chiamano il mercato di riparazione, non si ripara nulla ma si compra tutto nuovo di zecca! Com’ è frenetico il calcio di oggi: oggi sei qui, domani sei di là.
Cassano & Pazzini hanno scritto le ultime belle pagine della recente storia doriana, ed ora non ci sono più, in un batter d’occhio via dalla lanterna ed approdati ai piedi della Madonnina. I tifosi blucerchiati piangono e ne hanno tutto il diritto: hanno investito tutto su questi due campioni e a metà campionato se ne ritrovano senza, magari per abbonarsi all’eurodoria hanno stretto i denti ed adesso vorrebbero rompere i denti agli agenti del mercato, ai procuratori, ai presidenti, ai padroni, a chi permette di far entrare il calcio in un asettico ufficio di borsa dove le quotazioni e a quanto pare anche le maglie dei giocatori, cambiano in continuazione.
Ci dicono gli esperti del calcio moderno che è giusto così, che lo spettacolo deve continuare e che in fondo chi ha più soldi non può stare a guardare. Sarà, però fuori dalla faciloneria di una spicciola retorica, questi scambi volanti che arricchiscono le grandi squadre e fanno piangere le formazioni medio-piccole, adesso, nel cuore e nel vivo di un campionato, stonano parecchio. Probabilmente qualche tifoso doriano avrà stracciato la tessera, qui la retorica non centra ma a parlare è la concretezza della vita. Come se alla samp di Boskov avessero tolto improvvisamente Vialli e Mancini. Cose inconcepibili.
Quando Beppe Signori stava per essere ceduto al Parma, il popolo laziale organizzò una vera e propria insurrezione e il campione bergamasco rimase a Roma. Oggi forse i presidenti non lasciano più neppure insorgere ma, i tifosi, si sfogano lo stesso e magari non seguono più e ci si allontanasempre più dal calcio e si disertano gli stadi.
Il giocattolo diventa così sempre più televisivo, artefatto,confezionato ad hoc. Restano fuori i sentimenti, l’affetto di chi spera che un giocatore non tradisca in quattro e quattro otto la sua squadra. Ma, a quanto pare, questo particolare, al folle calcio del terzo millennio, non sembra minimamente interessare. Cercasi novelli Totti, Del Piero e Zanetti, gente che passa Natale e Pasqua con la stessa maglia.

Comments

  1. Wilma Livingers says:

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    I like the title you gave the post: “Serie A: si è chiuso il mercato di riparazione”. Currently I have a blog myself (http://www.buyexhaustmuffler.com/sportster). … It might be a little offtopic but still, check out the blog 🙂

    Thanks,

    Wilma Livingers of http://www.buyexhaustmuffler.com/sportster

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