Inter: Ranocchia, l’eroe dei due mondi

Andrea Ranocchia viene da Assisi, luogo di ascesa, patria di San Francesco, uno che ha fatto della vita una rivoluzione bellissima. Andrea Ranocchia, nato il 16 febbraio 1988,sta facendo della sua vita di calciatore, una rivoluzione spettacolare: dal Bari all’Inter in poco meno di un anno, da un campionato dove si lotta per salvarsi ad un campionato dove si primeggia per vincerlo. In mezzo, come tappa intermedia, Genova, piazza importante, non più squadretta ma nemmeno ancora squadrone, il giusto mix per potersi preparare alla Serie A con l’Inter, a Milano, a San Siro, alla Champions.
Andrea è un difensore giovane e fresco, ultimo prodotto di una scuola che non poteva vivere della rendita un po’ stantia del duo CannavaroNesta ma, che aveva bisogno come l’aria, di altri interpreti, di nuovi rampolli da lanciare.
Bravo a Bari, lo scorso anno, bravissimo ora in nerazzuro, dove gioca con il coraggio del veterano e sembra che sia nato per fare il difensore di classe. Nell’equipe nerazzurra non sta facendo per nulla sentire l’assenza di un mostro sacro come Walter Samuel e anzi l’argentino, con un questo Ranocchia, può guarire con calma.
Non è vero che i grandi campioni fioriscono solo davanti, anche dietro l’Italia pallonara si rinnova. Stupisce come è avvenuto il suo esordio in Champions. Partita in programma: Inter-Bayern, ottavo di finale di Champions. Ranocchia prima, a partita appena cominciata, si prende la briga di andare a cercare il gol poi, nell’azione successiva, è pronto a fermare una pericolosa sortita tedesca. S’infortuna successivamente al ginocchio ma non vuole perdere nemmeno un secondo di questa sua avventura.
Tutto questo pochi giorni dopo aver contribuito con una zampata,sottoporta, seppur in off-side, alla vittoria casalinga interista sul Cagliari. Ranocchia non fermarti più, L’Inter ed il calcio italiano, te ne saranno grati (Luca Savarese).

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