Inter ko contro lo United. Primo stop per Antonio Conte

Prima sconfitta, sulla panchina nerazzurra per Antonio Conte: la sua Inter, infatti, cade contro il Manchester United nell’esordio alla International Champions Cup. E’ uno dei gioiellini inglesi, Greenwood, a siglare, al 76′ il gol vittoria per i Red Devils

Sprint United, salva Handanovic. Chance nerazzurra per D’Ambrosio

E’ il Manchester United di Solskjaer a farsi preferire, fin dalle prime battute. Gli inglesi appaiono in condizione migliore, rispetto all’Inter, e si rendono pericolosi in più di un’occasione. Soprattutto con i tentativi a lunga gittata, provati da Shaw, Rashford e Martial. In tutte le situazioni, però, Handanovic è pronto nella respinta.

In attacco, invece, l’Inter spinge soprattutto grazie alle iniziative di Dalbert e Candreva, tra i più attivi. L’occasione arriva anche, e vede protagonista D’Ambrosio. Il difensore nerazzurro stacca di testa, sul secondo palo, anticipando un De Gea uscito praticamente a vuoto, ma manda fuori.

United in forcing, Greenwood manda ko l’Inter

La ripresa è, sostanzialmente, un monologo del Manchester United, proteso a caccia del successo. La squadra inglese sprinteggia senza soste, e i nerazzurri faticano a contenere. D’Ambrosio subito decisivo, con un salvataggio, sulla conclusione di Lingard. Handanovic sul colpo di testa di Matic è salvato, invece, dal palo.

Conte sbraita in panchina, ma l’Inter non riesce a creare occasioni da gol. Così c’è posto per l’esordio, con l’Inter, di Nicolò Barella, voluto fortemente dal tecnico salentino. La compagine nerazzurra mostra segnali di risveglio, ma qualche giro d’orologio più tardi sono i Red Devils a passare in vantaggio.

Ci pensa il giovane talento inglese Greenwood a far felice lo United. Dopo la respinta nerazzurra il calciatore di Solskjaer è bravo a battere Handanovic con un gran sinistro sul secondo palo. Ancora lui, poco dopo, va vicino al raddoppio, e alla doppietta personale, stoppato solamente dalla traversa. Finisce 1 a 0 per lo United, per l’Inter di Conte c’è tanto da lavorare.

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