Il volto dell’Europa sta cambiando lineamenti

Ecco lo sguardo fresco del Tottenham, le guance rilassate dello Shakhtar e gli occhi vivaci dello Schalke che provano ad essere volto nuovo nell’Europa della Champions League. Certo ci sono ancora le facce agguerrite di Manchester e Chelsea, una delle quali è destinata a soccombere nel derby fratricida, c’è ancora il volto ieratico del Barcellona schiacciasassi, gli occhi di brace del Real mourinhiano e lo sguardo stupito di un Inter che da spacciata si ritrova ai quarti.
L’ultima Coppa vinta da una squadra-sorpresa è quella del Porto targato proprio Josè Mourinho, nella primavera 2004. Il Tottenham è forse la compagine meno accreditata tra le inglese arrivate sin qui. Però la stagione dei ragazzi di Harry Redknapp, colui che non ha il senso dell’olfatto ma di calcio ci capisce benissimo, ha tutto per essere già storica, indipendentemente dal risultato contro il Real.
White Hart Lane è stato teatro delle strepitose imprese che hanno inchiodato Inter e Milan, Lennon sulla fascia corre come un treno e Bale è una bella realtà. L’allenatore inglese quando il portiere Cudicini due anni fa fece un brutto incidente, andò in ospedale a trovarlo e restò molto tempo con lui, rincuorandolo. Gesti e modi di un uomo di classe.
Lo Schalke non è solo sinonimo di facilità come stanno proclamando i tifosi interisti dopo il sorteggio. La storia si sa, è maestra di vita, ed allora è bene ricordare che nel 1997 la squadra di Gelsenkirchen, ebbe la meglio sui nerazzurri nella finale Uefa, aggiudicandosi la coppa.
Va bene che questa è un’altra Inter, ben diversa da quel gruzzolo di mestieranti ma, lo Schalke è una realtà che va considerata senza nessun giudizio troppo facile: Raul e Farfan non faranno le belle statuine e poi in porta c’è Neuer, numero uno della Germania terza a Sudafrica 2010. In panca dopo Magath siede Ralf Rangnick che ha fatto subito sapere di che pasta è fatto, prendendosela col predecessore che è fuggito al Wolfsburg.
Neanche il Barcellona è già passato, come vogliono in queste ore le agenzie di scommessa di tutto il mondo; la squadra di Mircea Lucescu è forse la sola che ora come ora può, con la sua corsa ed il suo ordine, mettere in difficoltà i blaugrana, quasi divini con il Messi-a delle ultime partite. Proprio gli ucraini giocarono a viso aperto una bellissima partita contro il Barcellona, nella supercoppa europea del 2009, poi vinta solo ai supplementari dagli spagnoli grazie ad un gol del bravo Pedro. Il volto dell’Europa cerca di rifarsi il trucco. Non di soli grandi potenze vive il calcio (Luca Savarese).

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