E’ morto Maurizio Mosca. Lutto nel giornalismo sportivo

Le “bombe e superbombe” e il famoso “pendolino“. E’ così, ricordando due “appuntamenti televisivi” scherzosi e ironici che  ci facevano sorridere, che vogliamo salutare per l’ultima volta Maurizio Mosca. Il noto giornalista sportivo si è spento questa notte all’ospedale S. Matteo di Pavia. Aveva 69 anni. Da tempo malato, aveva onorato con passione e professionalità il proprio mestiere, scrivendo sui giornali, e lavorando sia in radio che in tv.

Una presa di posizione chiara e precisa sul contrastato rapporto tra Balotelli e Josè Mourinho. Questo l’oggetto del suo ultimo articolo, apparso ieri mattina sul suo blog. Così se ne è andato un altro grande pezzo del giornalismo sportivo italiano. Figlio dell’umorista e giornalista Giovanni Mosca e fratello dello scrittore Paolo, Aveva cominciato la carriera a ‘La Notte’ di Milano per poi passare alla ‘Gazzetta dello Sport’.

Poi l’approdo in televisione nel 1979 come conduttore di un programma sportivo di una tv regionale lombarda. Ma come scordarlo al fianco di Biscardi nel “Processo del Lunedi” e poi nella trasmissione “L’appello del martedì“, dove lo stravagante Mosca si presentava in scena con la toga e copricapo da magistrato e nella quale orchestrava il tutto con grande ironia. Ma, la partecipazione televisiva non si ferma qui. Infatti, lo si rivede in Controcampo, Zitti e Mosca, La Mosca al naso, Senza Rete e Guida al Campionato. Fino agli ultimi pendolini e alle ultime chicche pazzesce (e a volte inverosimili) di mercato. Fino alla fine, sempre con grande professionalità. Ciao Maurizio.

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