Crouch gela San Siro all’80’. Follia Gattuso, testata di Ringhio allo squalo Jordan

E’ stata una serata amarissima per il Milan. In primis perchè il goal del gigante del Tottenham, Peter Crouch, realizzato al 35′ della ripresa, manda ko il Diavolo e lo costringe ad un’impresa nella gara di ritorno degli ottavi di finale della Champions League (servirà un successo con due reti di scarto al White Hart Lane per andare avanti), in programma il 9 marzo prossimo.
Ma anche per il raptus di follia del centrocampista rossonero Gennaro Gattuso che, dopo aver messo le mani al collo e spinto lo “squalo” Joe Jordan (ex centravanti scozzese, ora assistente di Redknapp sulla panchina degli Spurs, vecchia conoscenza del Milan per aver vestito la maglia rossonera tra il 1981 e il 1983 contribuendo con i suoi goals alla promozione del team milanese in Serie A) lo colpisce con una testata a fine gara.
Il clima si era innervosito, sostanzialmente dopo il brutto fallo (un tackle particolarmente violento) di Flamini, sul difensore londinese Corluka, sanzionato solamente con il cartellino giallo (a fine gara il francese si è recato negli spogliatoi della formazione inglese per chiedere scusa). Gattuso e Jordan si bacchettano da lontano, poi “Ringhio” si avvicina allo scozzese, a fine primo tempo, e lo spintona mettendogli le mani al collo. Il nervosismo del giocatore rossonero prosegue anche nella seconda frazione e, al triplice fischio dell’arbitro, esplode con il faccia a faccia tra i due e la testata di Gattuso sulla fronte di Joe.
Gattuso poi, parlando a Sky Sports, dopo aver ritrovato la lucidità, non cerca scuse per la sua scriteriata reazione: “Ho perso la testa. Ho sbagliato. Non ci sono giustificazioni per quello che ho fatto. Anche se Jordan ha continuato a rompere le scatole per tutto il secondo tempo, non dovevo reagire così. Non vi dico quello che ci siamo detti, ma parlavamo in scozzese. Se mi aspetto una squalifica? Accetterò ogni decisione“. Che non sarà sicuramente tenera.
Per quanto riguarda il calcio giocato, invece, quella del Tottenham è stata una vittoria meritata per la grande autorevolezza e organizzazione tattica (complimenti a Redknapp) che ha mostrato su un campo difficile come San Siro e contro un avversario così forte, dominatore nel campionato di Serie A. Senza Bale, la parte del leone l’ha fatta Lennon, il quale ha mostrato tutto il talento di cui dispone, mentre il possente Crouch ha gelato tutti all’80’. Ibrahimovic segna il pari nel finale ma dopo aver commesso un’irregolarità sul suo diretto marcatore, male Seedorf e Robinho, in progresso Pato che, forse, poteva anche essere impiegato dall’inizio.

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