Chelsea compatto e cinico. Drogba stende Messi e soci in gara uno

Chelsea di misura sul Barcellona, decide DrogbaIn gara uno della semifinale di Champions, a Stamford Bridge, il Chelsea di Di Matteo porta a compimento quello che aveva cercato di fare il Milan nella gara d’andata contro i blaugrana e supera di misura (rete di Drogba) il Barcellona di Guardiola. Non mette al tappeto i campioni d’Europa ma li costringe ad uscire da Londra senza neanche un gol fatto, e, con un gol subito.
Roberto Di Matteo, allenatore subentrato in corsa all’esonerato Villas Boas, sta facendo qualcosa di straordinario; sembra da sempre sulla panchina dei blues, ha ridato energie positive e credibilità ad una squadra che dopo aver eliminato Napoli e Benfica contende con grande forza la finale al Barcellona, piegandolo in casa nei primi novanta minuti.
La marcia verso il rush finale di Monaco di Baviera è, però, ancora lontana novanta e più minuti, quelli del 24 aprile prossimo al Camp Nou. Ma i meriti, ed i complimenti, non si possono affatto tenere in panca ed allora un grosso bravo a Roberto che da ultimo superstite dell’italico calcio gioca all’italiana, porta a compimento l’idea che aveva avuto il Milan all’andata e lo fa nel modo in cui la dolce Inter di Mou aveva fermato i blaugrana nel 2010. Come? Non facendoli giocare da Barcellona, difendendo come satanassi, non perdendo  una palla.
Di Matteo ha guardato al Milan e forse anche a quell’Inter ma ci ha messo del suo: quanto sale in zucca denota la scelta di tenere Torres in panca, quasi per valorizzare appieno la fonte di giocate e di personalità per tutto il gruppo che è Didier Drogba. L’ivoriano, gioca da vero leader, mentre Sanchez incespica sulle zolle bagnate di Stamford e su sè stesso e getta alle ortiche due occasionissime, una per tempo, traversa nel primo tempo e gol mangiato a pochi passi dalla porta nella ripresa.
Il cileno e Messi (ieri sorprendentemente normale) non corrono in due quanto corre il numero nove del Chelsea che gioca una partita che è in realtà un saggio di generosità calcistica. Ad inizio partita indovina durante un’azione personale un dribbling e poi non gli riesce il secondo. Poi va ancora via in dribbling (per la gioia dei fan dei blues, quanti bambini allo stadio!) ma ancora il secondo dribbling non gli riesce.
Allora capisce che non è serata di dribbling ma forse di qualcosa d’altro. Il forse lascia spazio al certo al minuto numero quarantotto del primo tempo. E quel 48 del primo tempo, è tutto per D.D. Didier Drogba che riceve da Ramires dalla sinistra e, di sinistro, fredda Valdes ed il Barca e scalda, con un soffio cocente, l’intero popolo dei Blues.
Didier si fa il segno della croce e corre sotto la curva in ginocchio a farsi coccolare. Attaccante esemplare,il trentaquattrenne di Abidjan è un tutt’uno di forza e preghiera, da Dio riceve la forza che dona senza posa ai compagni. Il Chelsea attraverso Drogba dice alla partita che in fondo se non provano a vincerla questa volta la coppa, non proveranno più.
Lo scrittore Arrigo Boito, appartenente alla scapigliatura, aveva scritto l’Alfier nero. Il racconto parlava di una partita a scacchi all’ultimo sangue tra un bianco ed un nero. Il nero in umiltà e con pazienza sta vincendo la sfida quando ad un certo punto, si trova ucciso dal bianco. Per fortuna a Stamford si risparmiano gli spari.
Drogba è libero di essere e di creare, il Barca al contrario più che vivere (vive solo nel possesso, dove stravince) non riesce mai a creare, ad andare al di là del seminato. Oltre a Sanchez, (quanti catalani rimpiangono gente come Eto’o) non assecondano al meglio il solito canovaccio del tiki-taka Fabregas (sciupone e spento) e Busquets, sovrastato dall’impeto di Lampard e Mikel.
E, quando la formazione di Guardiola esce allo scoperto, è fermata da Cech e da un palo. Proprio Lampard ammette, nelle interviste del dopo gara, che ora loro hanno il settanta per cento di possibilità di passare il turno. Non si possono davvero misurare. La matematica non sposa le chance in modo assoluto. I giochi sono apertissimi.
C’è un’unica, bella, certezza: lo spettacolo che Chelsea e Barcellona ci hanno offerto in Champions ieri sera e che ci offriranno martedì; comunque vada, grazie ad entrambe. Soprattutto al nostro Roberto di Matteo che sembra di ghiaccio, uomo dalle pochissime espressioni ma dalle moltissime buone impressioni. Se mai volesse allenare in Italia, è il benvenuto. (Luca Savarese)

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