Antonio Cassano e il Milan. Una nuova sfida partita con il sorriso

Antonio Cassano si è accasato al Milan, e già è tornato a entusiasmare nel campionato di Serie A con la maglia rossonera (nella foto Strasser festeggia insieme al barese il gol vittoria dei milanisti a Cagliari, arrivato proprio su assist geniale di Cassano per il giovane colored), con molta soddisfazione da parte sua (finalmente una super piazza, il veloce mordi e fuggi madrileno non lo consideriamo) e con la buona pace dei “cassanisti” d’Italia e del mondo che, come i “baggisti” di qualche annetto fa, la ragion sottomettono al talento, cioè molte ragioni tattiche le sottomettono perché la loro creatività vuol dire talento puro, libero, senza contenitori esasperatamente logici.
Già la ragione. Un minimo aspetto razionale ci deve pur essere in seno ad un giocatore a certi livelli (come nel campionato di Serie A); proprio questo “Io faccio quel cavolo che voglio, quando voglio,come voglio” ha riempito e sconquassato fino ad oggi la carriera di FantAntonio. Ecco lungi da aspettarci un Sant’Antonio, ora il Milan e i milanisti desiderano almeno un Brav’Antonio o un Nuovo Antonio o un Quieto Antonio, insomma una persona che prima di andar di matto provi a pensare fino a dieci. La sua caratura tecnica, cristallina e disarmante, fiore all’occhiello sui terreni di gioco, non si discute. Al Milan dovrà sorprenderci (come ieri) con delle giocate e dei colpi non di tacco ma di umanità, di gestione di sé più tranquilla e pacifica.
Certo è un percorso lungo, non è affar di pochi giorni e di un paio di sorrisi di circostanza, richiede un impegno tosto e serio, quasi una missione per questa nuova fase della sua vita calcistica in Serie A. Cassano prova a rinascere ancora una volta, a ventotto anni, in fondo non è così vecchio. Al Milan hanno fatto bene e vinto tanto dei maestri di tecnica e dei signori dei modi: Gianni Rivera, Franco Baresi, Paolo Maldini. Antonio prima di entrare in campo guarda un pochino la loro storia e continua a regalarci calcio.

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