Zamparini congeda Mangia. Storia di un nonsenso

Questo davvero non ce lo aspettavamo. Si, degli scommettitori o meglio dei falliti calciatori che si buttano via in modi barbari ecco questo ci disgusta ma, potevamo aspettarcelo. Quello che non potevamo aspettarci era l’esonero di mister Mangia, così, all’improvviso, dopo che il suo Palermo aveva trovato la sconfitta contro una signora squadra com’è di questi tempi il Catania.
Se fossimo una donna e Zamparini fosse un amante,non vorremmo mai finire sotto il peso della sua corte, se la accettassimo, finiremmo per non avere una storia ma per essere solo strumenti delle sue brame, oggetti dei suoi numeri, ossessioni dei suoi morbosi cambiamenti.
Siamo d’accordo che cambiare è spesso nella vita l’unica risposta, quella più libera e coraggiosa in fondo ma, anche nel cambiare va usata una certa moderazione. Non vorremmo essere nemmeno negli oggetti di mister Zamparini, chissà quante volte saremmo finiti nel cassonetto ai primi guasti. E figuriamoci se fossimo dei vestiti del patron veneziano, per carità, non servivamo più alle prime toppe.
Non parliamo poi se fossimo stati delle macchine, a quest’ora eravamo già da parecchio al macero, per non essere partite in più di un’occasione. Caro Zamparini, va bene che il chimico francese Lavoisier diceva che nulla si crea, nella si distrugge ma tutto si trasforma ma, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, palermitano verace, diceva anche che tutto cambia perchè nulla cambi.
Nel suo Palermo presidente sono cambiati miriadi di allenatori, ma non è cambiato mai nulla anzi, si è perso delle grandi occasioni per invertire la rotta di questo disordinato desiderio di cambiamento. Gli antichi fureghini della domenica, gli artigiani che erano dei factotum, avevano un motto che li distingueva e che era diventata poi anche la loro dignità: Nuovi usi per vecchi materiali.
Ecco cosa manca nelle sue avventate scelte, il nuovo uso, l’intuire che il vecchio materiale (poi, in fondo, Mangia era fresco di nomina perchè quattro mesi cosa sono?) prima di essere scartato può sottoporsi a delle novità, a delle nuove riproposizioni di sè stesso. E’ molto bambinesco e parecchio miliardario questo atteggiamento. Ma dov’è finito il coraggio ed il gusto della sfida di portare avanti una scelta a lungo termine?.
Così si finisce per non vedere più neanche il buono che le pazzie precedenti avevano portato. Questo buono si chiamava Devis Mangia, un uomo della porta accanto, prestato al calcio da una riunione condominiale, simpatico e semplice. I media però hanno fatto il gioco violento del patron e non lo hanno lasciato un secondo in pace, chiamandolo nei loro salotti benpensanti, facendolo passare come uno sfrontato quando non lo è affatto, portandolo in carro quando lui stava sistemando ancora gli attrezzi come stalliere da poco arrivato.
L’ossessione-compulsione di Zamparini,la frenesia eroicizzante dei media, tutte queste componenti hanno abusato dell’umanità di Mangia e schiacciato il giovane tecnico che non sarà più l’allenatore del Palermo ma, forse, la sua nuova carriera inizia proprio ora (Luca Savarese)

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