Verona – Chievo: 3 – 2. Fu molto più d’un derby (IV Puntata)

Buondì amici di ON THE BEACH, eccoci qua per una nuova puntata! Prima di seguire le semifinali di coppa America, mettetevi comodi, fate un bel respiro, c’è per voi ON THE BEACH. Oggi siamo andati in quel di Verona, per ripercorrere uno storico derby…

Verona è una delle città più suggestive d’Europa: il poeta Catullo, la storia infinita di Romeo e Giulietta, la dinastia degli scaligeri. Tre buoni motivi per visitarla. Tre come quei gol che permisero alla squadra dell’ Hellas, di battere il Chievo dei miracoli, in un derby che dentro e fuori il Bentegodi, lo stadio della città, ricorderanno sempre.
Correva l’annata 2001-2002; la Roma aveva sul petto un meritatissimo scudetto e proprio a Verona, in un quartiere chiamato Chievo, viveva, per la prima volta nella sua storia, la Serie A una squadra tutta gialla come un esercito di pulcini, appunto il Chievo. Lì, si erano messi in testa di arrivare un giorno in Serie A e, con lo spirito di favola proprio di quelle parti, un giorno ci sono arrivati davvero.
Agosto 2001: Fiorentina- Chievo 0- 2(Perrotta e Marazzina) il Chievo, per l’occasione in tenuta azzurro cielo, si presenta così al mondo. Da mi basia mille cantava Catullo, dammi mille baci, ed al Chievo a quel bel Chievo che nel giro di poche partite era riuscito a portarsi in vetta, arrivarono baci, abbracci, complimenti, attenzioni, riconoscimenti, onori.
Però, come sappiamo tutti, se condividi la città con un’altra squadra, è naturale che non tutti saranno mai unanimi, che ci saranno sempre due campane, è il destino tristallegro e battagliero di quello che si chiama derby, un confronto quasi burlesco tra due piante della stessa serra. L’ Hellas Verona, squadra con una storia alle spalle, con uno scudetto (1985) da mostrare per mille generazioni, non è che vedesse di buon occhio quell’avvio di stagione così ruspante del Chievo. Quelli del “cèo”, sognavano, quelli del Verona sognavano che quell’incantesimo finisse.
E così, tra stupori clivensi e dissapori veronesi, ecco che venne un giorno:18 novembre 2001. Di sera nel posticipo dell’undicesima giornata, si affrontano Verona e Chievo: ora a parlare sarà il campo. E’ il primo derby in A della storia tra le due squadre. Il Chievo è primo con 19 punti, il Verona è dietro, a quota 12. Sul prato inzuppato del Bentegodi tanti nomi destinati a lasciare il segno.
Se il Chievo corre con le ali Manfredini ed Eriberto, il Verona risponde con due fioretti: Mutu e Camoranesi. Dietro da una parte Fabio Cannavaro, dall’altra Nicola Legrottaglie. E’ una partita tra il rugby ed il nuoto: se le danno di santa ragione in un acquitrino.
Il Chievo conferma i buoni auspici e va in vantaggio: pallonetto di Eriberto e poco dopo rigore di Corini. Il popolo del Chievo è in delirio. Il Verona però riapre i giochi con un altro rigore che Oddo trasforma: questo solo nel primo tempo. Nel secondo tempo succede l’imponderabile: Lanna regala un autogol da comiche e porta il risultato sul 2 a 2. Il Bentegodi è una casa di gelo e silenzio ma anche una dimora di urla e gesti.
Sembra sia tornato Shakespeare per promuovere una nuova opera: Chievo o Verona? Questo è il problema..Il dilemma lo risolve Mauro German Camoranesi, che aveva ancora i capelli corti e che era ancora argentino: piatto destro preciso, lento e basso su cross di Emiliano Salvetti. Verona 3 Chievo 2.
Il Chievo vorrebbe scomparire, Malesani timoniere di quel Verona non è più in sé e va sotto la curva in ginocchio, in lacrime, tra le benedizioni dei veronesi e gli strali dei clivensi che ricordano Alberto come loro passato condottiero. Al ritorno vinse il Chievo ed il Verona finì in B, serie nella quale, dopo tanta sofferenza, è ritornata quest’anno con Mandorlini e che è pronta a stupire. Il Chievo al quartiere Serie A sembra trovarsi parecchio bene. Quel primo derby rimarrà nella storia. ON THE BEACH saluta il popolo di Verona. Clivensi e veronesi. (Luca Savarese)

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