Uruguay-Paraguay, una finale da cuor di leoni. Celeste col dubbio Cavani

Eccola qua, la finale di Coppa America che quasi nessuno avrebbe pronosticato alla vigilia: Uruguay – Paraguay.
Se la celeste di Oscar Washington Tabarez è arrivata in fondo, vincendo alla roulette dei rigori contro l’Argentina e battendo il Perù per due a zero con un paso doble di Suarez, il Paraguay è volato in finale in modo singolare: due volte nella polvere dei rigori, due volte sull’altare della qualificazione, ha fermato dal dischetto prima il Brasile e poi il Venezuela, come se qualcuno decidesse di andare in America senza mai prendere l’aereo, come se un ragazzo si fidanzasse con una ragazza senza neanche uscirci una volta.
I ragazzi dell’Albirroja di Gerardo Martino, hanno avuto la dea bendata dalla loro e la tenacia di farla accomodare nelle loro vicende calcistiche, senza mai sentirsi inferiori. Hanno resistito all’assalto senza gol del Brasile, hanno avuto pazienza mentre il Venezuela stava colpendo ogni sorta di legno nel penultimo incontro prima del grande appuntamento di domenica ed ora, se la giocano.
L’Uruguay fin dal quarto di finale contro i padroni di casa dell’Argentina, si vedeva che avena negli occhi il gusto per le imprese impossibili e quella freschezza che nasce quando hai la mente libera da calcoli. Sarà una finale tostissima e aperta a tutto, ricca e nobilitata da infinite sfide nella sfida. Anzitutto è interessante il confronto tra i due portieri: Fernando Muslera e Justo Villar, quattro guantoni decisivi nei quarti.
Se Uruguay e Paraguay hanno avuto la meglio su Argentina e Brasile lo devono soprattutto a loro. Primi difensori, coraggiosi iniziatori di un progetto fatto di sudore e grinta prima di tutto. E’ forte notare come la tecnica dell’ Argentina ed il futebol bailado del Brasile, non sono in finale ma hanno dovuto lasciar il posto all’organizzazione spumeggiante della celeste ed alla concentrata rabbia Di Barrios e soci.
Si, l’Uruguay è forse tra le due finaliste quella con un gioco più europeo, ha infatti prodotto tanti gol (6) e ne ha presi solo 2, mentre il Paraguay è fieramente sudamericana, buona davanti con cinque gol messi dentro ma altrettanti incassati, non proprio una maginot dietro. Sfatiamo però un’accezione un po negativa che si sente in giro in questi giorni: il Paraguay è il nuovo esempio di catenaccio. D’accordo che davanti al Brasile si è difesa molto bene ma da quando non si può giocare a calcio così? Non è la Coppa America degli esteti, dei puristi; questi possono andare al Louvre o agli Uffizi.
E’ stato, come la finale ce lo fa capire, il torneo dove la fame e le motivazioni hanno saputo per una volta spuntarla sui piedi buoni, sullo spettacolo a tutti i costi, su quell’esprit de finesse che ha si abbellito il calcio ma lo ha anche affievolito parecchio.
Sarà una finale tutta ruspante, il Paraguay quando va sotto sa recuperare e ribaltare però poi non sa granchè tenere, (nelle partite del girone contro Brasile e Venezuela è stato così) mentre l’Uruguay quando ne fa uno di solito non incassa e poi prova a volare. (come contro Messico e, nella semifinale, contro il Perù).
Barrios vs Forlan ma anche Suarez vs Valdez o Alvaro Pereira vs Ortigoza. Non sarà una finale per palati fini ma per cuori duri. Non un hotel a sei stelle ma un bed and breakfast rustico e, proprio per questo, confortevole. Mettetevi comodi, sarà Uruguay – Paraguay (Luca Savarese).
LE PROBABILI FORMAZIONI:
URUGUAY 4-4-2:
Fernando Muslera; Lugano, M. Pereira, Coates, Caceres; Alvaro Pereira, Gonzales, Gargano, Perez; Diego Forlan, Luis Suarez. CT Tabarez.
PARAGUAY 4-4-2: Villar; Alcaraz, Marecos, Veron, Da Silva; Ortigoza, Riveiros, Estigarribia, Barreto; Valdez, Lucas Barrios. CT Martino (squalificato).

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