Uruguay in finale. La Celeste piega il Perù con la doppietta di Suarez

Allo stadio “Ciudad de la Plata” si spegne la favola del Perù, mentre prosegue il cammino luminoso dell’Uruguay che, con la doppietta di Suarez, piega la Blanquirroja e vola in finale di Coppa America, raggiunta dopo ben 12 anni di assenza.
Domenica, a Buenos Aires, nella capitale argentina, la Celeste sarà in campo (contro la vincente di ParaguayVenezuela in programma nella notte) per tentare di mettere in bacheca la 15esima Copa e superare, così, nella speciale classifica, proprio l’Argentina, giustiziata qualche giorno fa (ai rigori) e ferma a quota 14.
Un applauso, doveroso, va elargito al Perù del “mago” Markarian che chiude in semifinale la sua avventura in Coppa America, dopo aver dimostrato ottime cose, grazie al talento di giocatori come Vargas e Guerrero. Passa la Celeste, ultima “grande” rimasta dopo i flop registrati dalla padrona casa, l’Argentina di Batista, dal Brasile, ultimo trionfatore, e infine dal talentuoso Cile di Sanchez, le altre nazionali candidate al successo.
Passando ora alla gara che è andata in scena stanotte, e tralasciando un primo tempo avaro di emozioni e, soprattutto, di goals, il “grosso” accade nella ripresa. Il tasso tecnico più elevato dell’Uruguay esce fuori e per il Perù sono guai. Il vantaggio della nazionale di Montevideo arriva al 52′: Valverde, estremo difensore peruviano, respinge male una conclusione avversaria, e la palla arriva sui piedi del bomber del Liverpool, Suarez, che non sbaglia.
Il “coniglio” (questo il suo soprannome) sbuca dal cilindro di Tabarez ancora una volta, poco più tardi, e chiude definitivamente i giochi. Sua la firma sul due a zero che manda in frantumi i sogni del Perù ed esalta sempre di più le probabilità di successo dell’Uruguay. Nel finale, satltano i nervi all’esterno viola, Vargas, che rimedia il rosso e la fine anticipata della sua personale Coppa America, comunque positiva.
Con questo successo, dunque, l’Uruguay conquista la finale e la possibilità di operare, come detto, il sorpasso in classifica generale (numero di Coppe America) ai danni dell’Argentina, nella “nemica” Buenos Aires. Alzare la “Copa” di fronte ai rivali sarebbe uno smacco Monumental

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