Una casa di lusso per una Signora tutta nuova

Ogni uomo per vivere tranquillo ha bisogno di un tetto, le opere d’arte hanno bisogno dei musei e, le squadre di calcio cercano stadi che possano ospitarle ed offrirle una fissa dimora.
La Juventus, signora d’Italia e del calcio ha da pochi giorni il primo stadio tutto suo, di sua proprietà, non del comune, non di altri che dopo un periodo di tempo lo rivogliono indietro ma, tutto esclusivamente suo! Una scelta così importante ed elegante non poteva che arrivare in seno ad una società tra le più antiche del mondo.
Chissà cosa avrebbero pensato del nuovo stadio i ragazzi del liceo Massimo D’Azeglio, che un giorno del 1896, su una panchina di Torino, fondarono la Juventus: un giorno del 2011 quella loro creatura avrebbe avuto una casa tutta sua, una culla da non condividere con i rivali del toro ma un regno dove potersi esprimere, divertirsi e, perchè no, vincere.
Si, questa nuova casa Juve rappresenta un segnale forte, come le antiche civiltà innalzavano templi e monumenti per dire la loro potenza, così Madama ora con il nuovo impianto, vuole dire la sua potenza e cioè la sua vittoria e cioè nuovi allori, scudetti e coppe che da quelle parti mancano da un bel po’.
Stupisce la possibilità di un nuovo contatto tra giocatori e tifosi (solo 7,5 metri li dividono ora) indice che se si vuole tornare ad essere protagonisti non si può prescindere dal rapporto sanguigno, dalla relazione passionale con i tifosi che, non a caso, hanno nella nuova casa, scritto i propri nomi su apposite targhette.
Nuovo stadio vuol dire anche nuovo tifo, un rinnovo completo per svernare le ruggini di questi ultimi anni truffaldini ma per continuare a mietere il fascino millenario di una gentil Signora. Juve riempila di te la tua nuova casa. (Luca Savarese)

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