Un super faraone fa risorgere il Milan. Udinese, primo stop stagionale in casa

El Shaarawy decisivo al FriuliIl Milan non è morto ma, come aveva detto il suo mister Allegri, dopo la sconfitta contro la Lazio e il pari contro il Napoli, questo Milan non è affatto in crisi e, dopo questa vittoria, di carattere e coraggio, ad Udine, nella23/a giornata di Serie A, in un campo dove i friulani non avevano mai perso, rilancia, con piglio e furia, la sua candidatura per lo scudetto.
La Juve, ai box per la neve sul Dall’Ara, è avvisata. Nella prima giornata senza il factotum Ibra, il Milan trova i tre fondamentali punti grazie a Maxi Lopez ed El Shaarawy, 46 anni in due: per la serie, caro Zlatan perdi pure la testa che a mettercela sul campo, assieme al cuore, per ora, ci pensiamo noi.
Alla faccia di quelli che pensavano che senza le giocate dello svedesone, non c’era più speranza alcuna. Il Milan s’è desto quindi dopo un secondo tempo nel quale, ha costruito azione su azione, la prospettiva della rimonta. Figlia, oltre che del duo Maxi Lopez-El Shaarawy, anche di Marco Amelia, autore di una prestazione coi fiocchi e con parate decisive: minimo due nel secondo tempo, una su Torje e una su Danilo.
Bravo anche Allegri, anche le sue urla ai suoi ragazzi dalla panchina, hanno dato al Milan quella grinta necessaria per ribaltare le sorti di una gara che sembrava compromessa nel primo tempo dopo che Di Natale (17esimo centro stagionale) aveva illuso i friulani. Il Milan dei primi quaranta cinque minuti era più simile a qualcosa che si sfilaccia piuttosto che ad un dipinto dai colori nitidi. E, la paura, che ha tagliato le gambe ai rossoneri contro la Juve in Coppa Italia, sembrava ritornare protagonista. Sembrava.
Non che nel secondo tempo ci sia stato solo il Milan perchè l’Udinese non ha smesso un attimo di macinare gioco con Armero e Basta, poi con Pasquale, che correvano e mettevano in mezzo palloni. La gara è cambiata ed ha cambiato padroni quando l’arte ha vinto sulla paura.
L’arte, tutta italiana finissima e, da far conoscere al mondo è quella di Stephan El Shaarawy, che ha 19 anni nel corpo, il numero 92 sulla maglia e una calma da senatore addosso. Sente che il Milan, affannato, ha bisogno di lui e, piccolo e spregiudicato, prova a metterselo sulle spalle. Tiro forte e potente (sembrava quelli che scagliava il primo Kakà rossonero) Handanovic non lo prende ma lo respinge: è un invito a nozze per Maxi Lopez che era da poco subentrato a Nocerino. Gol e pareggio.
Allegri ha azzeccato il cambio, Stephan El Shaarawy la giocata. E’ qui che il Milan si riscopre squadra e l’Udinese smette di sognare, cioè di giocare per vincere e si scioglie come neve al sole. L’artista, si sa è uno che non si accontenta delle piccole cose, vuole andare oltre, vive per creare ed allora l’artista faraone Stephan El Sharaawy s’inventa un quadro dal titolo, spietato: sorpasso.
Destro su preciso cross da destra di Maxi Lopez che ricambia il favore: Milan avanti, El Shaarawy vola in un attimo presso le piramidi di Keope e Micerino e grida loro: “Alzatevi un attimo, interrompete il vostro sonno eterno, ho appena fatto un gol all’Udinese e probabilmente darà la vittoria al Milan. Alzatevi e festeggiate con me, gloriosi faraoni, io sono ancora molto piccolo ma, crescerò, e poi ora sono titolare al Milan, ditelo a tutte le piramidi“.
Caro Stephan, si, sei molto piccolo ma, sei molto forte: a 19 anni ti sei messo il Milan sulle spalle, roba d’artista, cose da eletti. L’Udinese è rimasta nella sbornia dell’iniziale gol di Totò Di Natale e, per la seconda volta in vantaggio, come una settimana fa a Firenze, è stata presa e poi superata: per pensare in grande e rimanere in alto, serve più concentrazione. Quella che dovrà avere la juve nel primo recupero mercoledì contro il Parma, perchè il Milan ed il piccolo faraone sembrano tornati a crederci. O forse, come pensa Allegri, non avevano mai smesso di farlo. (Luca Savarese)

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