Ultras serbi scatenati al Ferraris. Thomson sospende la partita

Ancora una volta il calcio ha perso.
Il Ferraris di Genova, pronto ad ospitare i novanta minuti di ItaliaSerbia, ultimo atto del 2010 per quanto riguarda le qualificazioni ad Euro 2012, è diventato ostaggio della barbarie dei teppisti serbi che, con un intenso e prolungato lancio di fumogeni, hanno costretto l’arbitro scozzese Thomson a sospendere l’incontro dopo neanche 7 minuti dal suo inizio.
Doveva essere la serata di Cassano-Pazzini, beniamini del popolo blucerchiato, lanciati da Prandelli nello stadio amico. Doveva essere, soprattutto, una notte di calcio giocato, di sano e puro agonismo. E, invece, è stata la serata dell’indegno spettacolo di violenza messo in atto da ultras serbi (in prevalenza sostenitori della Stella Rossa, ndr) scatenati che, dopo aver manifestato la loro “rabbia” fuori lo stadio, scontrandosi con la polizia (3 fermi e 15 feriti serbi, ndr), hanno proseguito all’interno, con un lancio continuo di fumogeni sia in campo, sia addosso ai tifosi che riempivano la gradinata nord dell’impianto ligure.
30 minuti di attesa, con la polizia in assetto antisommossa posizionata a bordocampo al di là della recinzione che circonda i fan della formazione ospite, poi l’inizio del match, ma in un clima surreale e che non faceva prefigurare nulla di buono. Impossibile giocare, non ci sono le condizioni ottimali, e l’incolumità di giocatori (Stoikovic, portiere serbo, contestato per il passaggio dalla Stella Rossa al Partizan, è stato colpito da un fumogeno prima dell’inizio del match, Viviano viene invece sfiorato durante l’incontro) è messa seriamente a rischio. Pertanto, dopo sei minuti la gara si blocca, definitivamente. Fumogeni in campo e in tribuna, l’incontro viene sospeso e il fascicolo mandato sul tavolo della Uefa per i provvedimenti da adottare in questi casi.
Una riflessione, doverosa, in merito ai controlli effettuati dagli steward. Pignoli con i tifosi italiani, lascivi con quelli serbi, perchè? Sono stati visti tifosi della Serbia agitare forbici, pinze (per aprire varchi nelle reti che li separavano dal resto del pubblico), oltre che ai numerosi fumogeni spediti sul prato del Ferraris per una serie interminabili di minuti.
I disordini, continui, provocati dai teppisti serbi sono poi proseguiti al di fuori dello stadio per ore e ore, fino a tarda notte, e , non ha avuto pace se non dopo l’una. Insomma, uno spettacolo indegno. La speranza è sempre la stessa: che oltre al pugno duro della Uefa, non si verifichino più eventi di questo tipo. Questo non è calcio.

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