Udinese ai preliminari di Champions. Guidolin balla in campo con i giocatori

Attesa durata sei anni. Sei anni, neanche troppo lunghi, per riabbracciare il sogno europeo. L’Udinese si qualifica per i preliminari di Champions League dopo il pareggio interno per 0-0 contro il Milan, nell’ultima giornata del campionato di Serie A.  Vana la vittoria della Lazio a Lecce: nonostante l’aggancio in classifica per i biancocelesti c’è solo l’Europa League.
Nemmeno il tifoso bianconero più ottimista avrebbe pensato di festeggiare con una squadra così giovane un traguardo così prestigioso. È una storia che parla di una squadra infarcita di talenti e giovani arrembanti, capaci di rimanere a lungo imbattuti e tirare fuori gli artigli nei momenti più importanti.
L’accesso all’Europa che conta però non cambierà di una virgola la politica societaria. L’Udinese venderà i suoi pezzi pregiati (anche se Pozzo dice di aver rifiutato un’offerta di 35 milioni per Sanchez), sfornerà qualche nuovo fenomeno e continuerà in un processo di crescita evidente e continuo. Quella con il Milan può essere la serata perfetta.
Formazione al completo (con Sanchez recuperato), stadio gremito e di fronte i campioni d’Italia. Debutto italiano per Didac Vilà. Lo spagnolo si perde un paio di volte Sanchez, ma non deve patire troppo. L’Udinese, infatti, è arrembante in avvio, poi lascia campo a un Milan propositivo e intenzionato a giocarsela come se avesse un significato particolare.
I rossoneri sfiorano più volte il gol: grazie a buoni fraseggi soprattutto sulla corsia destra e verticalizzazioni intelligenti. Cassano, ispirato, pennella sul piede di Boateng al 37’, ma la botta al volo finisce alta di un soffio. Sempre Cassano, pochi istanti dopo, si mette in proprio e prova ad infilzare Handanovic con un destro a mezza altezza: palla sul fondo. Partecipa attivamente alla manovra anche Flamini, mentre l’Udinese compare di rado sottoporta. L’occasione migliore capita al Nino Maravilla, che di testa spedisce alto. Bello spettacolo, da sport inglese.
Staffetta olandese all’intervallo: Emanuelson per Van Bommel. La musica in campo non cambia. Il Milan è tremendamente abile e nascondere la palla agli avversari. Boateng arriva ancora con un pizzico di ritardo sull’invito di Fantantonio, poi Di Natale e Sanchez decidono di mettere alla prova Amelia, ma niente da fare, perché l’ex genoano si oppone con bravura, dimostrando di valere un posto da titolare.
La Lazio è avanti, Guidolin teme. Seedorf potrebbe rompere l’incantesimo con il fallo da rigore su Sanchez, ma Di Natale dal dischetto si fa ipnotizzare da Amelia. Ancora lui. Il Milan, però, ha perso molto del suo slancio. E anche Pato, uscito per una lussazione alla spalla. Inler ci prova da lontano: la sua botta terrificante sbatte sul palo prima e sulla traversa poi.
I bianconeri provano ad issarsi con cautela negli ultimi minuti di gara, sollevando il piede dall’acceleratore e invitando il Milan a fare lo stesso. Robinho, ancora fresco, prova la sfuriata, ma Handanovic lo beffa in uscita. Restano pochi minuti, che diventano presto secondi fino al fischio dell’arbitro. L’Udinese conquista il quarto posto ed è ai preliminari Champions, può festeggiare e soprattutto ballare, come fa lo scatenato Guidolin in mezzo al campo. (Camilla Elisa Vignoli)

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