Triplete Napoli, Inter ancora sconfitta. La Lazio si riprende con Miroslav Klose

La Roma, sconfitta a Bergamo, resta ferma in classifica a 38 punti e viene scavalcata dal Napoli che in serata batte per 1-0 un’Inter che è sempre più in crisi. Ed ecco qui il secondo punto della nostra analisi: Claudio Ranieri, chiamato da Moratti a sostituire Gasperini, forte della tradizione del tecnico di San Saba ad ottenere ottimi risultati con squadre prese in corsa (ultima su tutte proprio la Roma portata due anni fa a sfiorare lo scudetto dopo averla rilevata dal dimissionario Spalletti).
Ma i nerazzurri, dopo tre sconfitte consecutive in campionato, e lo stop in Champions League, non ritrovano nè i punti nè la via del gol al San Paolo, davanti ad un Napoli carico dopo la bellissima prova disputata contro il Chelsea. Ma passiamo, ora, al calcio giocato.
Ranieri manda in campo Sneijder dietro alla coppia ForlànMilito. Mazzarri schiera Dzemaili al posto dello squalificato Hamsik, con Gargano e Inler centrali di centrocampo, coadiuvati sulle fasce da Maggio e dal confermatissimo Zuniga.
E’ il Napoli a fare da subito la partita grazie ad uno scatenato Lavezzi e ad un Cavani che si fa trovare sempre pronto quando viene imbeccato dal compagno argentino. Il primo tempo è un monologo della squadra di casa e nonostante le correzioni date da Ranieri nell’intervallo, con Pazzini al posto di Forlàn e Còrdoba al posto di Sneijder con conseguente passaggio alla difesa a tre, l’andamento non cambia.
Il Napoli riparte forte e dopo quattordici minuti passa in vantaggio con Lavezzi che riceve al limite dell’area e insacca di destro sul secondo palo. La partita si tinge sempre più d’azzurro, con gli avanti partenopei a creare pericoli alla difesa dell’Inter, sempre più nera e sempre meno azzurra. A due minuti dal termine, poi, Pazzini fallisce clamorosamente di testa davanti a De Sanctis il possibile gol del pareggio. La supersfida di Serie A finisce 1-0, e l’Inter è sempre più fuori dai giochi per il terzo posto, a vantaggio della Lazio.
I biancocelesti, dopo l’eliminazione in Europa League e i risultati altalenanti in campionato, affrontano in casa la Fiorentina, con in panchina un Reja ad interim. Le difficoltà dell’allenatore friulano a mandare in campo una formazione degna di una squadra che lotta per l’accesso alla Champions League sono evidenti quando appare il nome di Garrido tra gli undici iniziali e quello dei tre giovani Alfaro, Zampa e Sbraga tra coloro che si accomoderanno in panchina a disposizione. Nonostante questa morìa di giocatori e l’infortunio dopo appena mezz’ora di Lulic, sostituito da un evanescente Candreva, la Lazio riesce ad imporsi e a passare in vantaggio al 35’ con il solito Klose, che deposita in rete dopo aver saltato il portiere avversario (decisiva l’intuizione del profeta Hernanes).
Dall’altra parte l’ex Delio Rossi si trova da subito a fare i conti con due scelte poco indovinate: Romulo a centrocampo che non entra mai in partita e Ljaijc davanti che non riesce a supportare adeguatamente Jovetic. Neanche gli innesti di Salifu e Cerci ad inizio ripresa riescono a portare al pareggio, regalando così alla Lazio la vittoria che la proietta al quarto posto, a pari punti con un’Udinese, terza per differenza reti, e che, nel terzo posticipo di giornata, interrompe le serie positiva del Bologna.
Gli uomini di Guidolin arrivano in Emilia sulla scia dell’entusiasmo per la vittoria di Salonicco di giovedì e ritrovano in campionato il loro capitano Totò Di Natale (sceso in campo con una speciale protezione al piede dolorante), schierato davanti insieme a Fabbrini. Pioli si affida al trio Taider-Di Vaio- Ramirez lasciando in panchina Acquafresca. La partita è vivace sin dalle prime battute e l’Udinese, dopo aver creato un paio d’occasioni in zona gol, passa al 38’ su calcio di rigore: Di Natale viene steso quasi sulla linea dell’area di rigore da Perez e trasforma il successivo penalty.
Nella ripresa, dopo appena dieci minuti, i friulani raddoppiano con Basta che si invola verso la porta superando Antonsson e trafiggendo Gillet con un grande tocco sotto. A dieci dal termine il Bologna accorcia le distanze con Konè, ma quando la partita sembra riaperta, ci pensa Floro Flores, subentrato nella ripresa, a fissare il punteggio sul definitivo 3-1. (Mauro Giorgini)

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