Tra la porta e l’attacco: le avventure di Jorge Campos (III Puntata)

Eccoci qua amici di Stadio Goal e fan di On The Beach. Tutto è pronto per il terzo appuntamento, perchè il caldo impazza e abbiamo bisogno di qualcosa di fresco; ci sono le docce e le piscine ma prima di tutto c’è on the beach!!

Oggi protagonista è un uomo che è stato un portiere particolarissimo, come se poi i portieri fossero normali..

Anche per rendere un piccolo omaggio alla nazionale messicana, passata nel giro di dodici mesi, da un buon mondiale sudafricano, ad una pessima Coppa America, disputata senza il Chicharito Hernandez e con molte donnine in albergo, oggi sulla spiaggia di On The Beach c’è un messicano doc, di Acapulco, Jorge Campos, nato nel 1966, portiere della nazionale tricolor a tre modiali: Usa 94, Francia 98 e Giappone e Korea 2002 (in quest’ultimo torneo non entrò però mai in campo).
E’ stato uno che, forse per credere fino in fondo al suo cognome, Campos, il campo lo ha percorso in lungo, come portiere ed in largo come attaccante: gli almanacchi annoverano 37 gol con la maglia dei Pumas Unam, importante squadra del massimo campionato messicano!
Spettacolare e coloratissimo tra i pali, si creava lui stesso le divise con dei motivetti che richiamavano alla mente le tavole da surf, sport da lui praticato e che gli ha concesso elasticità e facilità di salto, deciso sotto porta. Come se Julio Cesar andasse anche a far gol. Uno così non può che attirare le simpatie e le curiosità.
Da una ricerca fatta in America appena dopo il mondiale del 94 vinto dal Brasile, emerge che l’idolo dei bambini dagli 8 ai 12 anni di quella competizione fu, con un vero e proprio plebiscito: Jorge Campos.
Un tipo così semplice che interpretava il calcio professionistico un po’ da portiere e un po’ d’attaccante, come se fosse una partitella al parco dove inizio in porta e poi esco per metterla dentro, non era ben visto dalle autorità della Fifa, rigide e perfette, come se il calcio fosse una cassaforte di comportamenti perfetti, ed allora Blatter, vietò al Ct del Messico dell’epoca, Miguel Baròn, di utilizzare Campos sia come estremo difensore che come punta, nelle gare della nazionale.
Un altro veto gli fu poi imposto, quello di non usufruire più delle sue magliette coloratissime al mondiale francese del 98. Chissà poi perchè noi, ce lo ricordiamo proprio per le sue sgargianti ed artistiche t-shorts e proprio per il fatto di essere stato homo duplex, giocatore doppio, portiere ed attaccante. Le regole passano, la fantasia resta e la creatività regnerà sempre. E noi, in questa estate ci sentiamo più portieri o più attaccanti? Jorge Campos Navarrete provò ad essere un po’ tutte e due. (Luca Savarese)

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