Totti replica a Balotelli: “Mai stato razzista”

Un calcio avvelenato. Contaminato da accuse e controaccuse, sterili ed inutili polemiche, scorie negative che sicuramente non fanno bene ad uno sport già alle prese con tanti problemi, in Italia e all’estero.
Con le scuse di Totti, a Balotelli, per il “calcione” sferrato nei minuti finali della sfida di Coppa Italia, tra Roma ed Inter, del 5 maggio scorso, la questione sembrava risolta. Gesto sicuramente sbagliato quello dell’esperto capitano giallorosso che ha prontamente chiesto scusa al giovane collega, ma con la doverosa precisazione di essere stato “provocato“.
Super Mario, dal canto suo, preso il calcione, non si è voluto addossare anche le accuse di provocatore, istigatore etc…controaccusando Totti di avergli detto “negro di m…“. Insomma, del tipo “cornuto e mazziato”. Dichiarazione serie e forti quelle del calciatore, alle quali hanno fatto seguito le parole del procuratore Raiola: “Fargli fare la pace, a Totti e Mario è facile, basta mettersi insieme a combattere il razzismo. Perché Totti a Balotelli in campo ha detto nero di m… Sbagliare è umano, perdonare è divino e tutti e due credo siano pronti a perdonarsi a vicenda. Anche se non mi va giù leggere che Totti aveva quel calcione in mente da mesi e mesi: questa è premeditazione ed è qualcosa che mi fa dire non ci sto“.
Ebbene, la risposta del capitano, a tutti e due non si è fatta attendere. E dal suo sito ufficiale, Francesco Totti si è rivolto in prima istanza a Mario Balotelli, sconfessando le accuse di razzismo: “Mai sono stato razzista, mai lo sarò, mai ho pronunciato frasi o insulti di stampo razzista – ha detto il capitano della Roma – Inoltre, con la stessa forza voglio dire che c’è del comportamento affine al razzismo anche quando s’insulta qualcuno soltanto per il suo luogo di nascita“.
Poi una battutina all’agente: “Non voglio invece rispondere direttamente al gioviale e simpatico procuratore del giocatore interista – ha proseguito – Essendo lui principalmente un esperto di gastronomia lascerò che lo facciano i miei amici ‘pitoni’ che si occupano di ristorazione così magari si sentirà più a suo agio“.
Per chiudere, infine, la vicenda, e tornare a parlare di calcio. E di Roma. Che è l’unica cosa che interessa al numero dieci giallorosso: “Ora preferisco evitare qualsiasi forma di intralcio o distrazione, per la società e il nostro campionato. Concentrerò tutte le mie risorse ed energie in questo rush finale in nome della maglia e dei nostri amati colori“. Storia chiusa?

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