Super Romero, brindisi Argentina ai calci di rigore. Al Maracanà duello finale contro la Germania

Romero lancia l'Argentina alla finalissimaLa notte di San Paolo si è colorata di Albiceleste. Grazie alle parate di Sergio Romero (che rinverdisce i fasti di Goigoechea, ndr), l’Argentina di Leo Messi piega l’Olanda ai calci di rigore e vola all’ultimo atto della competizione mondiale, alla finalissima contro la Germania di Loew, in programma Domenica 13 Luglio, alle 21, al Maracanà di Rio de Janeiro.
I sudamericani si dimostrano, dunque, implacabili nelle semifinali mondiali, con 5 successi su altrettante gare disputate. Non altrettanto i tulipani, che dopo aver sfiorato al 90′ la rete del successo con Arjen Robben, non trovano l’acuto nell’overtime e “cadono dal dischetto” (ci si aspettava la mossa del cambio portiere Cillessen-Krul, decisiva ai quarti, che invece non c’è stata, ndr) rimandando al prossimo Mondiale il loro sogno di cancellare quello 0 nella casella “titoli vinti”.
Lo 0 che non si cancella, invece, dopo la scorpacciata di reti in BrasileGermania, è quello di Argentina-Olanda, una gara che è risultata poco spettacolare, a tratti anche noiosa, e nella quale le difese hanno primeggiato sugli attacchi, oscurando le stelle tanto attese (Messi e Robben su tutti, ndr). Grande prestazione di Vlaar nelle file degli orange (il mastino dell’Aston Villa è però incappato nell’errore dal dischetto, ndr), mentre nella nazionale di Sabella su tutti il blanco Mascherano, una diga davanti alla difesa della Seleccion e decisivo anche allo scadere dei regolamentari con lo strepitoso recupero su Robben, pronto a colpire con il suo mancino.
Soprattutto nella prima frazione, le emozioni latitano veramente. Ricordiamo una punizione di Messi, bloccata da Cillessen e qualche tentativo dalla distanza degli olandesi, che non sortisce effetto, con Romero attento e preciso. Nel finale di tempo Indi soffre gli spunti della pulce argentina, rimedia il giallo e ad inizio ripresa lascia il posto a Janmaat.
Ripresa più viva, anche se i portieri non devono compiere grossi interventi. Sabella mette dentro Palacio e Aguero per Perez e Higuain, visibile solo in uno spunto con conclusione fuori di poco. Mossa che sbilancia i sudamericani e porta l’Olanda a pochi centimetri dal colpaccio: lanciato da Sneijder il fuoriclasse del Bayern, Arjen Robben, penetra nella difesa sudamericana, colpisce anche con il mancino ma proprio in extremis arriva il recupero decisivo, prodigioso, in spaccata, di Mascherano, che salva Romero e l’Argentina.
Ai supplementari il Ct argentino inserisce Maxi Rodriguez per Lavezzi, ripristinando maggiore equilibrio in mediana, mentre Van Gaal non ripete il cambio tra portieri, inserendo invece Huntelaar per un opaco Van Persie. Il risultato però non cambia anche se nel finale Messi finalmente si accende e regala due palle preziose a Palacio (che tenta vanamente un pallonetto di testa, ndr) e Maxi Rodriguez (il quale non spaventa Cillessen, ndr). Dunque, calci di rigore.
Per la quarta volta in questo Mondiale il verdetto viene sancito dagli undici metri. Dopo Goicoechea nel ’90 un altro Sergio, di cognome Romero, diventa l’eroe e strega Vlaar, poi si prende anche lo scalpo di Sneijder. Maxi Rodriguez chiude il conto. L’Argentina vola alla finalissima contro la Germania, l’Olanda, invece, saluta la compagnia.

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