Spagna in finale, Portogallo domato ai rigori. Traversa di Bruno Alves, palo-gol di Fabregas

Spagna prima finalista di Euro 2012La Spagna di Del Bosque è la prima finalista di Euro 2012. Esattamente come accaduto quattro anni fa, nel torneo poi vinto grazie al successo di misura in finale contro la Germania, le Furie Rosse tornano a vivere l’ultimo atto della competizione continentale.
Il verdetto, giunto dopo una gara non esaltante (nel complesso e da parte, soprattutto, della Roja, ndr) e poco spettacolare, ma molto combattuta e tesa, arriva ai calci di rigore: la fortuna non aiuta un Portogallo autore, per tutta la gara, di una prova difensiva e di squadra eccezionale.
Bruno Alves colpisce la traversa al quarto penalty, Fabregas prende invece il palo interno e può gioire perchè la palla finisce in fondo al sacco. Amarezza nel volto di Cristiano Ronaldo, felicità in quello di Iniesta e compagni che, ora, attendono la vincente di Germania-Italia, in programma questa sera.
Spagna in finale senza brillare, e Portogallo che invece abbandona la manifestazione con grande orgoglio e consapevole di aver dato del filo da torcere ai campioni d’Europa e del Mondo. Neanche c’è stato il tempo di vedere il quinto penalty, quello che avrebbe visto dal dischetto Cr7. Ma il calcio è così, e a Kiev, domenica sera, ci sarà la Spagna, insieme alla vincente dell’ennesimo capitolo della sfida infinita tra Germania e Italia, di questa sera.
Per quanto riguarda il calcio giocato, Del Bosque sorprende tutti schierando Negredo (da rivedere, sarà sostituito pochi minuti dopo l’inizio della ripresa), bomber del Siviglia, al centro dell’attacco, insieme a Silva e Iniesta. Nel Portogallo di capitan Ronaldo, invece, tutto confermato: non c’è l’infortunato Postiga, al suo posto l’attaccante del Besiktas, Hugo Almeida.
Parte forte la Spagna, che dopo appena 9 minuti di gioco sfiora il gol del vantaggio con Arbeloa, ma il destro dal limite dell’area del terzino del Real Madrid termina alto. Pochi secondi dopo ed è Iniesta a provarci, ma le occasioni vere latitano. Il Portogallo tiene bene in difesa e prova a ripartire in contropiede ma senza fortuna anche se le partenze di Ronaldo fanno sempre paura.
Il secondo tempo è ancora più chiuso del primo, quasi soporifero, con le due squadre che sono più occupate a contenere piuttosto che a offendere. Neanche i cambi, decisi da Del Bosque e Bento, riescono a dare una scossa al match. Ma nell’ultimo quarto d’ora di gioco il protagonista è Cristiano Ronaldo che, dopo un paio di punizioni non da Cr7, ha sul sinistro il pallone della possibile finale, sugli sviluppi di un micidiale contropiede lusitano. Servito nello spazio da Meireles, però, il fenomeno del Real calcia alto e spreca l’occasione della vittoria.
Si va così ai supplementari dove la Spagna alza il ritmo e ci vuole tutta la bravura di Rui Patricio per evitare il ko. Iniesta, innescato da Jordi Alba, spara a colpo sicuro ma è miracoloso il portiere del Portogallo. Nel secondo supplementare, i lusitani giocano a difendere, mentre la Spagna si riversa in avanti alla ricerca del gol qualificazione ma senza trovarlo. Si arriva, così, ai calci di rigore.
Subito un errore a testa: gran parata di Rui Patricio sulla battuta di Xabi Alonso, Casillas si ripete sull’esecuzione non irresistibile di Moutinho, poi l’errore decisivo è di Bruno Alves (traversa), che manda sul dischetto Fabregas con il penalty del match-ball. Palo-gol e Spagna di nuovo in finale. Grande amarezza per Cristiano Ronaldo, quinto rigorista, che non tira e si lascia scappare solamente due parole: “Che ingiustizia“.

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