Ryan Giggs, recordman di presenze con i Red Devils. Il segreto? Lo yoga

L’antica Grecia conosceva eroi mitologici forti nel fisico e virtuosi nell’animo, alcuni immortali, altri semidei, ma tutti in grado di sconfiggere creature mostruose, senza poter essere eguagliati da i comuni mortali che abitavano la terra. Sono racconti, storie di fantasia e dell’immaginario collettivo, ma anche nella realtà si possono incontrare dei veri “eroi”.
Ryan Wilson è un comune mortale, non ha particolari talenti o misteriosi ed inspiegabili poteri. O forse si? Certo se Ryan decidesse di cambiare cognome, scegliendo Giggs al posto di Wilson, di cambiare nazionalità, scegliendo il Galles all’Inghilterra, ci sarebbero pochi dubbi sul perché questo 37enne è un vero “eroe” del calcio inglese.
Ryan Giggs nasce a Cardiff il 29 novembre del 1973 ed inizia la sua carriera di calciatore professionista nel 1990, proprio il giorno del suo diciassettesimo compleanno. Ma è l’anno successivo a cambiare il destino del giovane Ryan, il quale, a seguito di un pessimo rapporto con il padre, decide di prendere il cognome della madre, Giggs, e la nazionalità scozzese.
Il 21 maggio 2008 sigla con 759 presenze un nuovo record in casa del Manchester United, sua dimora dal 1989. Indossa da sedici anni anche la maglia della sua nazionale, quella gallese, che non gli ha regalato trofei o coppe importanti, ma è il paese che ha scelto e che orgogliosamente porta nel cuore e nelle intenzioni.
Un centrocampista di 37 anni che dribbla come uno di 17. Uno che ha vinto due Champions league, due mondiali per Club, undici Premier league, che probabilmente quest’anno diventeranno dodici, quattro coppe di Inghilterra e molto altro ancora.
Giggs meriterebbe la fascia di capitano, perché è uno sportman d’altri tempi, un esempio da perseguire con la stessa tenacia con cui si è costruito lui, scendendo in campo con i Red Devils da ormai 22 anni. Non avrà ricevuto abbastanza dal padre naturale, inglese, ma da uno adottivo e scozzese, sicuramente si: Alex Ferguson si culla il suo campione da sempre e non potrà certo smettere di farlo ora, quando quest’ultimo risulta uno dei migliore in campo, sebbene l’età non lo avvantaggi. È un assistman di caratura elevatissima, in grado di diventare attaccante grazie alla sua precisione e velocità d’inserimento.
Giggs potrebbe aver scoperto un filtro di giovinezza, senza presunzione e arroganza, ma con pazienza, lungimiranza, sua e del suo allenatore. Ha trovato nella sua interiorità, la forza delle sue veloci leve come fosse un centometrista, la classe di un dribblatore da Serie A, oltre alla precisione e all’agilità, di cui ne ha fatto armi vincenti e di perfezione.
Il suo segreto? lo yoga. Lui ha detto più volte “he makes me feel so good”, quasi seguendo il ritmo dell’omonima canzone dell’indimenticabile Michael Jackson, scomparso il 25 giugno di due anni fa.
Giggs ha concentrato energie mentali nel fitness post allenamento, migliorando l’elasticità dei suoi muscoli, la forza e la resistenza atletica, abbassando notevolmente gli infortuni, tant’è che rimane uno dei più eccellenti football players d’Inghilterra e di tutto il mondo del pallone. Non è un eroe mitologico, ma è un “eroe” moderno, sportivo e meditativo. Questo è Ryan Giggs. (Paola Prina)

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