Rush finale. Le cinque giornate partono da Inter-Lazio

L’emozione che segue al finire di un’avventura lunga un anno è sempre palpabile in tutti coloro che l’hanno vissuta.
Al finire del campionato di Serie A ci sono ancora cinque partite da giocarsi nell’arco di un mese. Il 22 maggio si concluderà la stagione 2010/2011, in una annata che è stata decisamente diversa rispetto alle precedenti: il dominio incondizionato dell’Inter viene infatti interrotto dall’avanzante progressione sudata, voluta con gambe e cuore, dopo qualche stagione di secca, dai rossoneri.
Non si può vivere di rendita e così anche la Roma affonda il colpo, lasciando ampi margini ai biancocelesti di Reja di raggiungere la Champions, anche se l’accesso alla più ambita competizione europea non è ancora assicurata.
Non va fatto torto alla Signora del calcio italiano, dimenticandola così mestamente, ma la Juve di Del Neri, quasi sicuramente non confermato per il prossimo anno, non sboccia nella massima divisione e faticosamente può ancora sperare in un posto per la Champions, solo un punto dalla Roma, ma sette da Udinese e otto dalla quarta piazza, occupata dalla Lazio, ma un tentativo di lottare per l’Europa che conta deve essere fatto, a partire dalla sfida con il Catania di sabato.
La 34° giornata di Serie A da il via al countdown finale, anche se ogni partita è in grado di generare una differenza tale da travolgere le dinamiche calcistiche, ma non abbastanza da stravolgerle. Così Montella, dopo il duro litigio con Menez, deve motivare nuovamente i suoi a chiudere il campionato con un posto almeno in Europa League. L’Olimpico ospita sabato alle 12:30 il Chievo di Pioli, il quale dovrà rinunciare allo squalificato Rigoni, oltre che agli infortunati Jokic e Fernandes, premettendo già una difficile trasferta.
Ci sono alcune sfide ben più allettanti per il pubblico pallonaro: Bari e Samp si affronteranno in una complicatissima gara al San Nicola, vittoria che allontanerebbe per i blucerchiati l’incubo della retrocessione, realtà che ormai appartiene di fatto ai pugliesi.
Tremeranno invece i friulani impegnati con il Parma, reduce dalla vittoria per 2.0 con l’Inter?. Assicura per il “no” Guidolin che conosce i suoi interpreti, sia nei punti forti che in quelli deboli. Certo battere il Napoli al San Paolo solo una domenica fa (1-2), è oltremodo motivo d’orgoglio e sottolinea il mordente dell’Udinese.
La più compromettente e insidiosa sfida di questa settimana non può che essere quella tra Inter e Lazio in programma domani. C’è chi non può immaginarsi di finire il campionato al quarto posto, se non al quinto, di giocare il prossimo anno nell’Europa league, come l’Inter, e chi pagherebbe, solo metaforicamente parlando, pur di non perdere quella medaglia di legno e perché no aspirare direttamente a quella di bronzo, come la Lazio. Leonardo cuce le ferite con la vittoria sulla Roma, martedì nell’andata di semifinale di coppa Italia (0-1 Stankovic) e senator Zanetti pensa a caricare i compagni, con discorsi che solo un vero capitano sarebbe in grado di fare.
I cugini rossoneri invece sono ospiti delle rondinelle in cerca di punti salvezza, rondinelle che tanto pungenti furono con i nerazzurri (partita che finì 1-1 Caracciolo, Eto’o). Che siano più audaci i diavoli di Allegri nel portarsi a casa la vittoria, senza perdere lucidità e autorità, per quanto le assenze in attacco siano considerevoli: Ibra, al quale non è stato accolto il ricorso per diminuire le tre giornate di squalifica assegnategli durante FiorentinaMilan, e Pato, non ancora recuperato dall’infortunio.
E il Napoli? Gli inseguitori partenopei volano nel capoluogo siculo, dove ad attenderli c’è il Palermo, ben galvanizzato dal pareggio di ieri sera con il Milan (andata di semifinale di coppa Italia 2-2), soprattutto perché i siciliani avrebbero meritato qualcosa in più, se non fosse stata per l’esperienza e la maturità di un Milan meno cinico del solito. A Pastore il compito di guidare i compagni verso la vittoria, dopo le parole di stima di Delio Rossi, che lo vuole anche il prossimo anno a Palermo.
Le altre sfide della 34° giornata vedono il derby emiliano tra Bologna e Cesena, più determinante per i bianconeri in chiave salvezza, che per i rossoblu di Malesani.
Nell’isola sarda il Cagliari affronta la Fiorentina, che non rischia nulla in termini di accesso all’Europa League o di retrocessione, essendo esattamente a metà classifica, ma che pretende un risultato positivo. Genoa e Lecce impegnate allo stadio Ferraris corrono verso diversi obiettivi, come per il Cesena, a rischiare di più sono i pugliesi, ma il ritrovato slancio, dopo la vittoria in rimonta sul Cagliari di una domenica fa, da stimoli per tentare il colpo anche a Genova. (Paola Prina)

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