Rossi-Ljajic, è solo colpa loro?

Rossi contro LjajicAbbiamo volutamente aspettato a parlare dell’aggressione stile wrestling di Delio Rossi, ex tecnico della Fiorentina, ai danni del giovane giocatore slavo Adem Ljaic, perchè gli animi si sbollissero un attimo.
Stadio Goal voleva uscire dai facilissimi “Ha ragione il giocatore” o “Ha ragione l’allenatore“. Ora, quando sono stati presi i rispettivi provvedimenti, squalifica per tre mesi per il mister romagnolo e multa con allontanamento dalla rosa per il giocatore serbo, proviamo a dire la nostra.
Iniziamo da una cosa: i finali di stagione, come tutti sappiamo, sono sempre molto accesi, soprattutto quando ti ritrovi, inaspettatamente, com’è il caso della squadra toscana, invischiato nella lotta per non retrocedere. La tensione diventa l’avversario che più di tutti ti marca e diventa difficilissimo eluderne la marcatura. Più si lotta tutti per lo stesso obiettivo, più sono frequenti le lotte intestine tra chi sta percorrendo lo stesso cammino. Succede a chi è chiamato a difendere una posizione di vertice, succede a maggior ragione a chi cerca disperatamente punti.
Per quanto riguarda poi l’ambiente viola va detto che, da quando Claudio Cesare Prandelli, una vera e propria istituzione a Firenze, ha abdicato la causa dei gigliati per rispondere alla chiamata della nazionale, uno scoramento generale si è impadronito del Franchi e dintorni e nè MihajlovicDelio Rossi, hanno potuto lavorare un secondo senza che si facessero paragoni con il tecnico di Orzinuovi.
Rossi ha cercato di portare le sue idee che non sono però passate subito e con distensione tra i giocatori. Un campanello d’allarme era già suonato nella gara interna persa contro la Juventus dove Alessio Cerci, ad un certo punto della gara, ha letteralmente perso la tesa, dando un calcione gratuito a Bonucci, subito sanzionato con rosso diretto. Le staffe erano pronte a saltare.
Sono saltate nell’episodio accaduto durante la gara contro il Novara, dove protagonisti sono stati Delio Rossi e Ljaijc ma in quel gesto orrendo dell’offesa del giocatore e dell’aggressione del mister c’è tutta la Fiorentina di quest’anno e mezzo, incapace, dopo Prandelli, di ritornare ad essere un gruppo vero e solido.
Dentro quella baruffa violenta ed inattesa, ci va tutta la squadra, uno ad uno. Ljajic, che di nome fa Adem, cioè Adamo (un nome più reo non c’è…) poi nello specifico aveva avuto parecchia fiducia da parte del tecnico che, nella delicata gara contro l’Inter, lo aveva messo in campo e in cui il numero 22, che dice tanto di sentirsi il novello Kakà, aveva ciccato un rigore. Non è stato affatto impiegato con il contagocce.
Ogni fatto e, qualsiasi disquisizione tecnica, dovrebbero finire però qui. Inserirle in panchina e poi, così platealmente e brutalmente, insomma, andava sicuramente evitato. Hanno sbagliato entrambi non ci piove. Una cosa è tuttavia certa: Delio Rossi e Ljajic però non sono l’errore che hanno fatto ma sono due uomini che hanno ancora tanta strada da percorre da allenatore e da giocatore.
Il tempo rinfrescherà loro le idee. Piccola postilla: questi ritmi frenetici del fast foot, come lo ha abilmente definito l’autorevole giornalista sportivo Gigi Garanzini, questo irrefrenabile redde rationem, cioè un render conto ogni poche ore con precisi ed inappellabili risultati, non è che sta logorando lo spirito del pallone, il piacere di giocarci senza calcoli?
Sky, mediaset, internet, mille e più telecamere, l’irruzione del commercio nel calcio, partite massificate, non è che lungi dal perfezionare il giocattolo, lo stanno facendo piombare in un sistema sempre più asettico e pre-stabilito? Detto questo, Rossi e Liajic non sono così giustificati ma un pizzico di calma e un goccio di riflessione in più, nel nostro pallone del 2012, non guasterebbero. (Luca Savarese)

Speak Your Mind

*