Robe da Rocchi: 102 gol in biancoceleste. A meno 6 da Giordano

Rocchi segna una doppietta nella sfida col Novara in Serie AIl 19 settembre del 1977 a Venezia le gondole battevano il canal grande tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. La serenissima, quel giorno avrebbe dato alla luce un bimbo, il nostro Tommaso Rocchi, destinato a diventare un grandissimo calciatore ed un fromboliere scelto di casa Lazio.
Nel settembre di quell’anno proprio la Lazio (erano passate solo quattro stagioni dal primo storico scudetto di Maestrelli) veleggia tra alti e bassi in campionato, con alla guida prima Luis Vinicio e poi Roberto Lovati. Quella Lazio poi, con gente come D’Amico e Giordano, arriverà undicesima in campionato.
Quel bimbo, poi, deciderà che avrebbe fatto il calciatore e passerà la vita tra campi e borsoni, mettendoci dentro tutto, anche quelle spugne particolarmente delicate per pulire i momenti difficili. Zamparini, quando lo vide, ragazzino, aveva pronto un contratto dei suoi, per blindarlo a Venezia. Il ragazzino però aveva le idee chiare: sfondare da subito nel calcio, ed entrare dalla porta principale, cioè da quella Juventus che in quegli anni era una vera e propria fucina di talenti.
A Torino è preso ma, la vita è dura e la panchina molta. E’ problematico farsi notare in una squadra dove ci sono Del Piero, Ravanelli, Vialli. Deve ricominciare dalla provincia. E allora sotto con Pro Patria, Fermana, Saronno e Como. Il ragazzo i gol li sa fare ed anche di ottimo taglio.
Ecco la B, con Treviso e finalmente la Serie A, a venticinque anni, con un Empoli d’oro dove, con Tavano, formava una delle coppie più belle di sempre della categoria. Poi nell’estate del 2004 l’appello della Lazio: Tommaso risponde presente e,non ha ancora finito di farlo, gioca nella capitale come un ragazzino sfrontato di una provinciale e ottiene consensi, conquista la fascia di capitano e spara in porta reti su reti.
Ieri, dopo la doppietta scaccia Novara, sono diventati 102 con la Lazio. Lo stesso numero di quelli di Ibra, ma con una piccola differenza: tutti con la stessa maglia. Bravo Tommaso, che sembra che Roma e la Lazio devi ancora scoprirle, che sei lì da poco ed invece è una vita. Con il 18 o con il 9 sulle spalle poco importa, conta la tua persona che poi si fonde così bene con le tue collezioni di gol (Luca Savarese).

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