Risultati: Lazio-Roma 0-2. Dischetti fatali, Borriello e Vucinic spennano l’Aquila

Questa volta l’Aquila biancoceleste non ha volato. E la Lazio di Reja è caduta sotto i colpi di una Roma di grande carattere, mortale dal dischetto. I giallorossi di Ranieri vincono il derby, nella decima giornata della Serie A, con il risultato “all’inglese” di 2 a 0 (punteggio maturato grazie a due calci di rigore netti, concessi dal fischietto marchigiano Morganti, e trasformati da Borriello e Vucinic) ed infliggono ai “cugini” la prima sconfitta stagionale.

Dopo nove risultati utili, arriva il primo stop per la squadra laziale che resta, comunque, prima in classifica con 22 punti, due in più del Milan, sempre più vicino però ai romani dopo la bella vittoria ottenuta ieri al San Nicola di Bari. Per la compagine romanista, invece, che rilancia prepotentemente le proprie ambizioni in Serie A dopo un inizio disastroso, è la terza vittoria consecutiva (se consideriamo anche la bella impresa di Basilea) in campionato.

La Lazio non ha disputato una gara negativa ma sicuramente non ha brillato, come nelle precedenti esibizioni (decisiva l’incertezza di Dias in occasione del vantaggio giallorosso, e lo scontro tra Stendardo e Lichtsteiner che lancia Baptista in area), nelle quali ha mostrato una solidità che, in questa sfida, è mancata. Tante le polemiche dei biancocelesti sul fischietto di Ascoli Piceno, (a partire da Reja che ha parlato di “lamenti giallorossi che hanno condizionato l’arbitro“) Emidio Morganti, soprattutto in occasione della mancata concessione del calcio di rigore per la trattenuta di Riise su Mauri (c’era il fallo del norvegese ma anche il fuorigioco di Dias sulla battuta del calcio piazzato) e per il braccio (apparso decisamente involontario) di Simplicio sull’iniziativa di uno scatenato Zarate.

Ma, mettendo da parte questi episodi e valutando nel complesso l’incontro, la Roma ha vinto meritatamente, in virtù di un gioco migliore e di una qualità che non si è abbassata nonostante le assenze importanti. Fuori Juan e Pizarro (convocato lo stesso dal tecnico) per infortunio, capitan Totti squalificato, e con Burdisso e Perrotta recuperati all’ultimo ma non in perfetta forma, la Roma ha dovuto fare a meno di Menez (atteso protagonista dopo il gol segnato al Basilea), costretto ad uscire dopo 38 minuti per il riacutizzarsi del dolore al tendine d’Achille. Al suo posto un Greco da applausi. Dopo il gol 8del momentaneo 3 a 1) segnato al Basilea, nel suo esordio europeo, il 24enne di San Basilio ha avuto un approccio pazzesco all’incontro, rendendosi protagonista importante nell’occasione che ha portato al rigore di Lichtsteiner e dimostrando di essere una valida alternativa per Ranieri.

La Lazio ha avuto le proprie occasioni, sfiorando il gol con Hernanes (bravo Julio Sergio nella respinta), e con la traversa di Foggia, ma è apparsa troppo distratta in difesa, trovando parecchi problemi nel contenere il montenegrino Vucinic, di gran lunga il migliore in campo. Suo il gol del due a zero, dal dischetto (con dedica ad Alexsandar, il piccolo appena nato), sue le iniziative più importanti di questa Roma che vince e convince. La Lazio, invece, conosce il primo dispiacere, dopo una lunga cavalcata, ma non esce sicuramente ridimensionata nonostante il ko. Si attende il riscatto già a partire dalla prossima partita, a Cesena contro Giaccherini e compagni nel turno infrasettimanale di mercoledi.

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