Risultati: Crollo Napoli, Robinho chiude i giochi a Brescia. Bari in Serie B

La Serie A ha vissuto una delle sue più intense giornate non nella consueta domenica pallonara, bensì nel sabato pre pasquale, dove a far strabuzzare gli occhi ci sono i risultati di Napoli e Udinese, entrambe sconfitte con Palermo e Parma, proprio quest’ultima forse deve rendere grazie al miracolo del cambio-panchina: Colomba al posto di Marino e il Parma spicca il volo lontano dalla zona retrocessione.
Volano insieme alle colombe pasquali anche cartellini rossi (Julio Cesar, Mauri, Inler e Delio Rossi), punti salvezza e rincorsa scudetto. Il Bari esce sconfitto (e matematicamente retrocesso) dalla sfida al San Nicola con la ritrovata Samp, che non centrava il risultato pieno dal 13 febbraio. Una partita gagliarda per le due formazioni, in cui ad avere la meglio è stata la squadra genovese con un rigore di Pozzi, sul quale il portiere Gillet era quasi arrivato.
Aveva però aperto le danze la Roma di Montella, vittoriosa in casa con il risultato di 1 a 0 contro il Chievo di Pioli (l’ex Perrotta subito nei primi minuti di gioco). Dopo aver allontanato le controversie di questi ultimi giorni con Menez, che era anche stato preso di mira da alcuni pseudo tifosi, i giallorossi non affondano la barca e inseguono i cugini laziali, distanti 4 punti. Tuttavia la Roma scesa oggi in campo è stata fin troppo sprecona e ha mancato più volte il goal del raddoppio, abitudine che non deve diventare una costante, perché se il Chievo non è riuscito a far breccia nella difesa giallorossa, altri potrebbero più facilmente approfittarsene.
A +3 l’Udinese di Guidolin spreca e subisce qualche decisione arbitrale contestabile. Perdono i bianconeri allo stadio Friuli contro un Parma, che dopo la vittoria casalinga con l’Inter, va avanti a suon di due goal per partita: si parlava di miracolo Colomba, ma un miracolato, dopo le sventure con l’altra maglia bianconera, quella della Juve, è certamente Amauri, il quale firma la doppietta decisiva contro un’Udinese, penalizzata dall’espulsione per doppia ammonizione di Inler.
Contestazioni e proteste a fine partita da parte di tifosi e giocatori, arrabbiati contro l’arbitro Valeri, in un match segnato da non pochi falli. Viene proprio da dire “pazza Udinese”, dopo la vittoria sul Napoli in cui erano mancati i due diamanti friulani, Sanchez e Di Natale, perde un’altra occasione d’oro in chiave Champions league, soprattutto in una giornata in cui a perdere c’è anche la Lazio.
Galeotto fu il giorno in cui Cavani giurò fedeltà ai partenopei, perché oggi gli azzurri perdono al Barbera con il risultato di 1 a 2, nella seconda sconfitta consecutiva, contro un avversario ostinato, che probabilmente si trova anche nel suo miglior momento di gioco. Il Palermo vince (reti di Balzaretti al 38′ e Bovo su rigore al 45′ del primo tempo) e Delio Rossi si conferma padrone della panchina rosanera, ritrovando anche il giusto feeling con la tifoseria. E pensare che è il Napoli di Mazzarri a trovarsi in vantaggio già dopo due minuti dall’inizio della gara: Cassani interviene con un braccio maldestro e viene ammonito, regalando anche il rigore ai partenopei, le cui sorti vengono affidate proprio al Matador, che centra la porta, ma non esulta, dimostrando estremo rispetto verso la sua ex squadra, che lo ha cresciuto e amato. Mazzarri nel post partita si fa cinico, a differenza dei suoi uomini in campo, sostenendo che queste sconfitte arrivano matematicamente ad una squadra che non è abituata a stare così in alto in classifica, dove non tutti riescono poi a gestirne le emozioni. (Il Napoli è ora terzo in classifica a –1 dall’Inter).
Al Sant’Elia invece la Fiorentina si porta a casa i suoi tre punti grazie a due reti di Alessio Cerci che decidono il risultato finale. I cagliaritani avevano trovato il pareggio con Cossu a 30’ dall’inizio del secondo tempo e per quanto quest’ultimo sia stato più spumeggiante del primo, non basta ai padroni di casa per cercare il raddoppio e la vittoria.
Nel derby emiliano di Serie A il Cesena spazza via il Bologna di Malesani con il risultato netto di 2-0. (Giaccherini al 2′, Malonga al 39′ del secondo tempo). Punti importantissimi per i bianconeri che momentaneamente non sono tra le tre che retrocederanno in Serie B, tra cui il Bari già matematico. E probabilmente anche le rondinelle fresche di sconfitta contro il Milan, che affonda il coltello verso la torta scudetto grazie all’acuto di Robinho, premiato dall’assist sempre sontuoso di Fantantonio Cassano.
Allo stadio Ferraris di Genova i padroni di casa calano un pokerissimo al Lecce, al quale non è bastata la doppietta di Di Michele, perché Floro Flores e Palacio si spartiscono le quattro reti del successo (e molti giocatori in diffida si fanno ammonire per saltare il Napoli e ritrovarsi in squadra per il derby). I grifoni di Ballardini vincono consecutivamente per la seconda volta in Serie A, dopo il risultato pieno ottenuto in casa del Brescia una settimana fa. (Paola Prina)

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