Risultati Anticipi: Milan-Cagliari 4-1. Poker e festa a San Siro, si rivede Inzaghi

Il Milan chiude nel migliore dei modi la festa scudetto e saluta San Siro con un 4-1 senza storia al malcapitato Cagliari, nel secondo anticipo della 37° giornata di Serie A. I rossoneri scendono in campo con le nuove divise griffate Adidas per brindare allo scudetto, senza Ibra (in tribuna per problemi a una caviglia) e sotto lo sguardo compiaciuto del presidente Berlusconi.
Il Cagliari di Donadoni (bandiera milanista da calciatore), sparring partner designato, è il perfetto comprimario di serata: salvo da tempo e legato in vari punti con i rossoneri (dall’ex Allegri ai molti intrecci del prossimo mercato). Insomma, la serata perfetta per festeggiare il 18° scudetto della società di Va Turati.
Fatto sta che tutto, come da copione, va alla grande. Nei primi 45 minuti la banda di Allegri abbonda in occasioni da goal, si diverte con giocate di fino e segna. Tre gol, per la cronaca: due a firma di uno splendido Robinho e uno con su il timbro di “RinghioGattuso.
Il Cagliari, dal canto suo, si rimette in corsa (o cerca di farlo) con Cossu (dribbling su Yepes e palla alle spalle di Abbiati) ma, per il resto, cerca di disturbare il meno possibile limitandosi a qualche avanzata timida e a qualche conclusione da fuori. Nella ripresa la musica non cambia anche se, di minuto in minuto, Allegri varia i suoi attori in campo per far partecipare tutta la banda allo spettacolo dello scudetto.
Alla passerella partecipano quindi Pirlo (per Ambrosini) e Flamini (per Gattuso). Robinho rischia la tripletta e fa di tutto per far segnare anche Pato, che proprio non vuole saperne di buttarla dentro. Resta il tempo per l’ultima perla di Seedorf e per l’ingresso in campo del grandissimo Pippo Inzaghi, che torna a riassporare il campo dopo il grave infortunio al ginocchio.
La partita finisce qui, ma lo spettacolo vero sta per cominciare. E’ l’ora dell’ovazione per i campioni d’Italia. Dopo il tappeto rosso per tutti i giocatori, lo staff tecnico e Max Allegri, capitan Ambrosini alza al cielo la Coppa dello Scudetto nel tripudio generale di San Siro.
Lo stadio è uno spettacolo. Le luci si spengono per permettere giochi di luce sul campo. Vengono ripassate le immagini più belle della stagione con i festeggiamenti di Roma, la foto di ogni giocatore e il messaggio di Berlusconi. Il momento di più alto delirio però è raggiunto quando Prince Boateng, come promesso, ha ballato la Moonwalk di Michael Jackson. Ultimo atto della festa allo stadio è lasciato ai fuochi d’artificio. Poi spazio ai festeggiamenti privati della squadra. Tutto perfetto insomma per il Diavolo che ha riconquistato l’Italia. (Camilla Vignoli)

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