Questa Juventus è gioia per gli occhi

Antonio Conte, allenatore della Juventus in Serie ASe l’undici settembre scorso, nella prima partita ufficiale allo Juventus Stadium, la goleada bianconera contro il Parma poteva sembrare una passeggiata estiva da facili entusiasmi, ora non è così e ci si entusiasma davvero, ora che le giornate iniziano ad essere 11 (in attesa del recupero con il Napoli) ed i punti 22, con sei vittorie, quattro pareggi e sconfitte zero.
La “città che sale” ha dipinto Boccioni, va bene che i quadri come i conti si fanno alla fine ma, se fossimo in Antonio Conte, inizieremmo a fare il canovaccio per un dipinto interessante: La Juve che sale e che vola con energie futuriste, innamorata di questo suo nuovo presente, dove il passato sembra essere stato definitivamente messo in fuori gioco.
Dodici mesi fa l’anonima ed inanimata juve di Del Neri aveva, dopo 11 turni, 19 punti e non era certo prima. Questo primato juventino, invece, ha tutte le caratteristiche per non essere effimero e tutti i crismi per essere apprezzato, oggettivamente. I bianconeri non solo sono carichi come non accadeva da ormai parecchie annate ma inanellano risultati che fanno bene allo spirito e meglio alla classifica.
Quest’anno, trovato il tempio giusto, si è trovato anche il tempo giusto per vincere e convincere: nelle nuove mura amiche fin qui Madama ha totalizzato 14 dei 22 punti con i quali, assieme alla Lazio (sabato sera si sfideranno!), comanda la banda del campionato: oltre a quella iniziale sul Parma, ci sono poi state le vittorie ottenute contro Milan, Fiorentina e l’ultima, quella di domenica ai danni del Palermo, ed i pareggi contro Bologna e Genoa.
Nella loro tana i bianconeri hanno sempre segnato: 14 gol fatti, solo 5 subiti. Fuori il ruolino è ancora più ermetico: 4 centri fatti e 2 soli gol al passivo. Numeri si da prima della classe. Mentre gli altri primi della classe, i laziali, sono andati sotto tre volte ed hanno sempre poi rimediato, i bianconeri solo a Catania hanno dovuto rispondere all’iniziale vantaggio etneo di Bergessio.
Un grande plauso ad Antonio Conte, prima di tutto ingegnere della concentrazione e poi valido e audace stratega: chi pensava che il suo 4-2-4 fosse un sistema scriteriato ed un azzardo è stato smentito da una formazione che non è mai rigida e schiava di un modulo ma che adatta il verbo tattico alla varietà delle situazioni.
Mentre esce sempre più di scena Del Piero, entra sempre più nei cuori Claudio Marchisio, centrocampista raffinato e operaio insieme, insomma da calcio moderno che non ha nulla da invidiare ai tanto celebrati Iniesta e Xabi Alonso, volto di gioie juventine e sempre più frequente faccia e freccia azzurra.
E’ una Juve che piano piano si libera del peso di un passato scomodo con un desiderio, di gustare un presente radioso e vincente. Si, questa Juventus sale, ma non diciamolo troppo a Conte, per lui è una salita continua e chi si ferma è perduto. La squadra bianconera ha perso la paura e sta tornando grande e questo, per un attimo, possiamo fermarci a dirlo. (Luca Savarese)

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