Quando il Matador prende il treno

Edinson Cavani per la prima volta quest’anno, non ha potuto essere in campo nella vittoria del suo Napoli sul Bologna in Serie A ma, è stato ugualmente della partita, dentro la sfida, al punto da decidere di andare a seguire la sfida di Bologna in treno, con moglie Soledad e bimbo, il neoonato Bautista al seguito.
Non vuole perdersi nemmeno un minuto di questa meravigliosa avventura dei suoi gol, così decisivi, del suo Napoli, così competitivo. Prende il treno, il mezzo più comune e più popolare, non va con un macchinone tanto sterilizzato da vetri oscurati. Non va da solo o con qualche modella incontrata in discoteca ma va con moglie e bimbo.
La salute fresca del Napoli passa anche attraverso queste scelte, diverse, inedite rispetto all’andazzo trito e ritrito che vede il calciatore forte assimilato a macchine potenti e a donne modaiole, quasi come se diversamente non si potrebbe fare, né pensare. In questo viaggio in treno di Edinson c’è un andare controcorrente. Si può restare uomini anche se fai in Serie A una marea di goals, anche se la tua squadra lotta, dopo anni di anonimato, per lo scudetto, anche se metti in fila triplette che neanche le corse del treno da una stazione all’altra.
Edinson prende il treno ma il vero treno è lui, per Soledad, per il piccolo Bautista, per questo Napoli che sogna ad occhi aperti in Serie A con risultati pieni e con treni speciali che partono. Non sappiamo se arriveranno al capolinea scudetto, resta comunque un viaggio tutto da vivere. Con lo spirito di chi va alla stazione e si accomoda in treno. Come il “Matador” Cavani. Ti sia felice il viaggio Napoli (Luca Savarese).

Speak Your Mind

*