Promosse Inghilterra e Francia. Ucraina infuriata con Kassai, Rooney lancia la sfida all’Italia

Come era nel copione, ad approdare ai quarti di finale della rassegna europea saranno l’Inghilterra di Roy Hodgson che ha sconfitto, di misura, l’Ucraina (penalizzata dal gol fantasma di Devic non ravvisato dalla terna arbitrale, ndr), grazie ad un colpo di testa del redivivo Rooney e la Francia che, pur perdendo per due a zero contro la Svezia (eurogol di Ibra e sigllo finale di Larsson) passa come seconda del Girone D.
Alla nazionale dei “tre leoni”, prima forza del girone, spetterà l’italia, seconda nel gruppo C. Ai transalpini, invece, toccherà la temibile Spagna, che ha ribadito la propria leadership nel gruppo C battendo la Croazia.
Ma tornando a quanto accaduto in questo raggruppamento, possiamo dire che quello che è stato definito, da tanti addetti ai lavori, come un “girone di ferro”, ha rappresentato, nella sostanza, una vetrina nella quale i britannici e les bleus forse ci hanno creduto di più rispetto ad Ucraina e Svezia.
La Francia ringrazia Menez e Cabaye perchè le loro reti, che hanno regalato ai galletti la vittoria contro l’Ucraina, hanno permesso alla squadra di Blanc di passare il turno anche con un brutto ko contro la Svezia, già eliminata. Se ci aspettavamo i gol di Benzema e le prodezze dei soliti noti inglesi, abbiamo invece riscoperto la classe di Jeremy Menez (troppo presto lasciato andare via dalla Roma) ed un ottimo Cabaye che, dopo aver vinto un campionato francese con il Lille la scorsa stagione, quest’anno ha aiutato moltissimo le ambizioni del Newcastle.
In casa inglese, invece, un plauso particolare va alla doppia W: Walcott-Welbeck, capaci da soli di vincere la gara chiave contro la Svezia. Roy Hodgson, che anche contro l’Ucraina lo ha lasciato in gran parte in panca, rinuncerà al talento di un’ala sgusciante ed estremamente tecnica come Walcott nella sfida decisiva all’Italia?
Due ultime osservazioni su Svezia ed Ucraina: gli svedesi si sono svegliati tardi ma, lo ha promesso Ibra, faranno di tutto per ritagliarsi un posto di riguardo nel prossimo mondiale brasiliano. Gli ucraini, invece, guidati da un eterno e meraviglioso Sheva, purtroppo però a mezzo servizio e a fine carriera (il numero 7 infatti ha annunciato il suo addio alla nazionale, ndr), hanno espresso un discreto gioco e fatto vedere comunque buone individualità in quello che è stato il loro primo campionato europeo. (Luca Savarese)

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