Primavera, la Lazio vince il derby e torna a giocarsi il titolo dopo 11 anni. Stasera Inter-Milan

Grazie ad un solido 3 a 1, inflitto alla Roma Primavera di Alberto De Rossi, ormai ex campione d’Italia, la Lazio del mantovano Bollini vola in finale e si giocherà il titolo nazionale (dopo 11 anni di assenza, ultima volta nel 2001 e fu vittoria, ndr) contro la vincente di un altro affascinante derby, quello della Madonnina tra Inter e Milan, in programma questa sera alle 21 a Gubbio.
Il delitto “fratricida” si è consumato ieri sera, sempre in terra umbra (dove si sta svolgendo la Final Eight del Campionato Primavera, ndr), nell’impianto “Pietro Barbetti” di Gubbio. Gara dai due volti, con un primo tempo nel quale la squadra di De Rossi si è fatta preferire ma che si è chiuso in parità e con i romanisti costretti anche a rimontare il vantaggio iniziale degli aquilotti, siglato da Zampa.
L’1 a 0 della Lazio arriva, infatti, al 26′, grazie ad una conclusione dalla distanza del centrocampista, classe 1992, sul quale Pigliacelli non riesce ad opporsi. I giallorossi non si abbattono e reagiscono prontamente sfiorando il pari con Ciciretti e Nego prima di trovarlo, nel minuto di recupero, grazie ad un gioiello di Viviani, su calcio piazzato.
Nella ripresa l’accelerazione decisiva arriva dal solito Emmanuel Sani che, dopo la doppietta contro il Toro, realizza un’altra rete, fondamentale, contro la Roma. Al 67′ in area, l’attaccante nigeriano trafigge Pigliacelli con un destro potente e preciso, dopo che Sabelli, fino ad allora impeccabile, “buca” di testa su Cataldi, abile poi a servire il compagno.
Roma costretta di nuovo ad inseguire, con il tempo che diventa il principale nemico. De Rossi prova la carta Lopez, togliendo dal campo un deludente Ciciretti. Il giovane sudamericano mostra subito di avere una marcia in più e regala vivacità all’attacco giallorosso, colpendo anche un palo al 77′, dopo che c’erano state le proteste della Roma per un mani in area di Barreto sul colpo di testa, a colpo sicuro, di Nego.
La Roma insiste, ma si scopre e lascia il fianco alle ripartenze della Lazio che, all’85 chiude i giochi. Ci pensa Rozzi (che ha già avuto la gioia di esordire in prima squadra, ndr) a spedire ko definitivamente la Roma, nonostante sei minuti di recupero, e a regalare alla Lazio, dopo ben 11 anni, la possibilità di giocarsi il tricolore. Lazio in finale, Roma ko e stasera, alle 21, un Inter-Milan tutto da vivere.

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