Prandelli presenta la sua Italia: “Orgoglio, qualità e attaccamento alla maglia”

È iniziata l’era Prandelli. L’ex tecnico della Fiorentina che ha firmato ieri in Federazione il contratto che lo legherà alla nazionale fino al 2014, anno dei mondiali in Brasile, è stato questo pomeriggio presentato alla stampa nella sala conferenze dello stadio Olimpico.
Sereno ed impeccabile come sempre, il nuovo CT, dopo aver salutato Lippi “ci tengo a salutarlo, ha fatto grandi cose con la nazionale, voglio ricordare che è il CT campione del mondo e lascia una mentalità importante, come dimostrano le dichiarazioni dei giocatori”, è sembrato avere subito le idee chiare su quella che sarà la nuova Italia che da settembre inizierà il cammino verso gli europei.
Questo è sicuramente il punto più alto della mia carriera e ringrazio Abete e la Federazione chi mi ha voluto qui e naturalmente la Fiorentina e la città di Firenze dove ho vissuto un’esperienza bella ed intensa. Mi metterò subito al lavoro per questa nuova avventura. Sto pensando già alle convocazioni perché avremo subito partite importanti sul nostro cammino. L’europeo rappresenta sicuramente il primo nostro grande obiettivo. Non dico che dobbiamo vincerlo, ma voglio arrivarci con una squadra pronta per farlo. Non so dove potrei portare l’Italia, ma credo che il posto che le compete sia tra le prime quattro al mondo. È lì che vorrei vederla.”
Un Prandelli dunque molto determinato, ma che non perde di vista il momento di difficoltà. “Il momento non è dei migliori ma adesso dobbiamo ripartire. L’eredità che lascia Lippi è comunque importante. Non è tutto da buttare ne sono convinto e sicuramente anche voi, magari più in là quando sarà più facile analizzare a mente lucida, vi accorgerete di questo. Punterò anche sull’orgoglio e la voglia di rifarsi che credo sia tanta. Inoltre nel campionato italiano c’è qualità e professionalità da sfruttare. Dobbiamo ripartire con grande umiltà ma allo stesso tempo con ottimismo. Voglio che la mia nazionale abbia una sua precisa identità.”
E sul momento del calcio italiano e la situazione dei club le idee sono altrettanto lucide. “I club vogliono e devono vincere subito. È per questo che spesso si preferisce acquistare il giocatore già pronto, magari straniero. Ma credo che anche loro dovranno programmare il futuro e per far ciò dovranno per forza di cose guardarsi in casa. Il futuro del calcio è nei settori giovanili. Io ho lavorato molti anni nelle giovanili dell’Atalanta e credo che di ragazzi bravi in Italia ce ne siano molti. Bisogna avere la capacità e la volontà di farli crescere, soprattutto i tecnici devono lavorare con questo obiettivo e non con quello della carriera personale.”
Non fa nomi Prandelli su quelli che saranno chiamati a vestire la maglia azzurra ed anche a chi fa i soliti nomi di Cassano e Balotelli il CT risponde. “Non voglio fare nomi oggi, ma le convocazioni saranno sicuramente meritocratiche. È mia intenzione provare a proporre un calcio di qualità e credo che gli interpreti ci siano nel campionato italiano. Si può fare, l’importante è lavorare bene e non avere fretta. Comunque al di là dei nomi, chi sarà chiamato a vestire l’azzurro dovrà essere orgoglioso di farlo, dovrà essere consapevole di rappresentare una nazione intera e non se stesso. La logica deve essere quella del gruppo e dell’attaccamento alla maglia”.
Prandelli ha comunque buoni consigli anche per i due giovani “ribelli”, soprattutto Balotelli. “Non lo conosco personalmente quindi non posso giudicare. Un consiglio che posso dargli è di vivere questa professione serenamente, poiché si tratta sicuramente di una professione privilegiata. E su Cassano “L’ho visto cresciuto, maturato. L’incontro e il matrimonio con Carolina lo ha aiutato molto.”
Dunque vuole un’Italia di qualità Prandelli e alcune certezze da cui ripartire il CT le ha già. Sono Buffon, De Rossi e Pirlo. “Ho intenzione di dare la fascia di capitano a Buffon. Mi auguro possa essere un punto di riferimento per tutti noi. Daniele poi ha qualità e personalità anche da leader, Andrea è un giocatore che ha grandissima qualità. Mi auguro siano riferimenti importanti per questa nazionale”. E a chi gli chiede cosa invidia delle nazionali arrivate ai quarti in questo mondiale risponde. “Molte sono nazionali che vogliono proporre gioco a partire dai difensori. È nella loro mentalità”, una risposta che da forse qualche indicazione per il futuro della nostra nazionale.
Non resta dunque che dare il benvenuto a Prandelli (esordio a Londra il 10 agosto in amichevole contro la Costa d’Avorio, mentre si comincerà a far sul serio con le gare di qualificazione, in settembre a partire dal 3 contro l’Estonia) facendogli un grosso in bocca al lupo, unendoci all’augurio del presidente federale Abete: “spero possa essere un quadrienno ricco di soddisfazioni”.

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