Pirlo lascia il Milan dopo 10 anni. A 32 anni riparte dalla Juventus

Nel giorno del suo 32° compleanno, il regista azzurro Andrea Pirlo ufficializza la fine del suo amore calcistico con il Milan (“Decisione consensuale, 10 anni indimenticabili“), saluta i suoi compagni e abbraccia (anche se ancora non c’è la firma) la nuova avventura, che partità ai piedi della Mole, con la maglia bianconera della Juventus (pronto un triennale).
Giunto a Milano, sponda rossonera, dall’Inter nel 2001, per 35 miliardi di lire, il centrocampista bresciano ha parecchio stentato agli esordi (soprattutto nella posizione di fantasista), ma col tempo e il passaggio al ruolo di regista (grazie all’intuizione di Carletto Ancelotti), è diventato il padrone del centrocampo milanista, oltre che di quello della nazionale (dopo che era stato il leader dell’Under 21), regalando al Milan due gioie in Coppa dei Campioni tra i tanti trofei vinti a Via Turati.
Lippi lo ha definito “un leader silenzioso che parla coi piedi” e grazie proprio a quei piedini, capaci d’inventare lanci di 40 metri precisissimi, o di disegnare parabole strepitose sui calci piazzati, è stato uno dei principali attori nella vittoria dell’Italia ai campionati del Mondo di Berlino 2006, segnando all’esordio contro il Ghana e regalando assist decisivi a Grosso e a Materazzi nella semifinale con la Germania e in finale con la Francia.
Questo il passato. Oggi, per il bresciano comincia una nuova vita, una nuova avventura colorata di bianconero (accordo ad un passo). Galliani saluta il giocatore e risparmia sei milioni di euro (cavandosela con un cartier), mentre la Juventus si prepara a sborsarne 4 per tre stagioni, per un giocatore di 32 anni, dalle indubbie qualità ma che ha avuto da sempre qualche acciacco di troppo. Chi avrà fatto l’affare? Ai posteri l’ardua sentenza.

Speak Your Mind

*