Perche’ lo Schalke ha qualcosa da insegnare a tutti

E’ decisamente troppo facile inneggiare al trionfante Manchester che si è conquistato la sua ennesima finale (la terza negli ultimi quattro anni ) con la calma olimpica di sir Alex Ferguson ed un gioco offensivo e tambureggiante, è bene ed utile soffermarsi invece un attimo su quello che ha fatto, in questa Champions, la squadra di Gelsenkirchen, che esce con le ossa rotte dall’Old Trafford ma, a testa altissima. Ci sono almeno cinque buoni motivi per imparare dalla favola di Raul e compani. Proviamo a darci un’occhiata.
Primo. Nelle gare precedenti allo scontro con i Red Devils,lo Schalke 04 ha giocato sulle ali dell’entusiasmo, in uno stato di grazia; i ragazzi color blu hanno perso all’andata perchè hanno iniziato a pensare e, al ritorno perchè hanno pensato di essere più brutti del Manchester, più inadeguati. Contro L’Inter erano gli stessi solo che, avevano creduto ciecamente in loro, sentendosi belli, dentro la partita, leggeri. Si, la determinazione scecherata ad una buona dose di fiducia in quello che si è, può trasformare il tabellino già scritto di un match (La Grecia campione d’Europa 2004 ne sa qualcosa..)
Secondo step. Il tecnico Ralf Rangnick ha ridato alla squadra in pochi mesi uno spessore ed un sapore che il predecessore Magath, non era riuscito ad infondere in molto tempo. A volte cambiare in corsa può servire.
La terza lezione ci arriva da Raul che si è donato una seconda giovinezza, andandosene da dove non si sentiva più compreso per trovare una piazza che lo ha accolto con calore e che lo spagnolo ha voluto ringraziare salendo in tribuna alla fine dello storico quarto di finale di ritorno contro l’Inter.
Quarto appunto. Se ci è arrivato lo Schalke, in semifinale ci può arrivare qualsiasi squadra che decida di investire prima di tutto sulle sue risorse agonistiche, animistiche, ogni tanto più veritiere di scuole tecniche da manuale. (Napoli, nella tuo imminente ingresso in Champions, pensaci su).
Infine, è curiosa la storia personale di due protagonisti di questo Schalke: il centrocampista Baumjohann e l’attaccante Edu. Erano stati declassati alla quarta squadra della città e pian piano si sono reintegrati, fino a giocarsi, da titolari, la Champions League. C’ è sempre speranza. Per tutti. Dankeschen Schalke! (Luca Savarese)

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