Pari e bagarre tra Milan e Juve: non dato un gol, annullato un altro e troppe polemiche

Il gol fantasma di Muntari in Milan-JuventusNel pieno del sabato grasso, a coronamento del carnevale ambrosiano, il più tardivo d’Italia, è andata in scena Milan-Juve, attesissima e sentitissima sfida scudetto del campionato di Serie A. La gara si è chiusa sull’1 a 1 (reti di Nocerino e Matri, ndr) ma non senza polemiche, non senza accese tensioni prima, durante, e dopo l’incontro.
Il big match della 25 giornata, il 25 febbraio, è stato anch’esso mascherato e da fantasma che si è impadronito dell’area di rigore della Juve e ha danzato con Buffon, non permettendo alla deviazione di Muntari di essere una rete certa. Come tutti sanno, a carnevale ogni scherzo “ed ogni fantasma vale”, mettiamola sul ridere, per annacquare un polverone di polemiche ed accuse che è in circolo in queste ore tra l’intellighentia del Milan ed il gotha bianconero.
Certo, il gol non dato a Sulley Muntari, un tipetto che alla Juve aveva già segnato con la maglia dell’Inter e che, dopo lo squillo di domenica a Cesena, sarebbe andato in gol anche domenica sera, ha falsato la partita ma, proviamo a vedere cosa, in campo, c’è stato di vero.
La verità ti fa male lo sai, cantava Caterina Caselli, e, la verità di essere sebza Ibrahimovic, nella partita più importante della stagione, ha fatto più che mai male al Milan che ha potuto usufruire della leggerezza di Robinho e del rientrante Pato ma non del perno svedese là davanti che, mai come in quest’occasione, avrebbe potuto dire la sua.
Il mancato sconto alla squalifica di Zlatan è stata la prima tegola della serata rossonera. Quella bianconera, di serata, è iniziata invece, in attacco, con la coppia del “w Napoli”i: in campo, titolari, due napoletani doc come Quagliarella e Borriello, preferiti a Matri e Vucinic, a sorpresa in panchina. Il grande ex Andrea Pirlo c’è, ma Allegri, che lo aveva la scorsa estate liberato dal Milan, conosce come fermarlo e gli mette davanti Van Bommel, Muntari e Nocerino che lo pressano e non lo lasciano  ragionare.
Proprio da una conclusione di Nocerino nasce il vantaggio rossonero: Bonucci devia e spiazza Buffon. Complimenti al giocatore campano giunto con questa realizzazione al centro stagionale numero 8 (superato il record del mediano rossonero Romeo Benetti, di 7 gol, nella stagione 1972-73 ). Felicità incontenibile quella del “Noce” che, come dichiarerà a fine partita, trascorse undici anni della sua vita professionale nel settore giovanile juventino per poi avere il benservito.
La Juve capisce che questa volta è più dura del solito, che deve far qualcosa se non vuole esaltare i padroni di casa ed allora, nella ripresa, cambia protagonisti: Matri e Vucinic escono dal celofan ed entrano sul terreno di gioco. Si riforma la coppia che ha portato la questa juve in alto. Impatto spaventoso, sulla partita, per Matri che segna, subito,  ma la rete viene annullata per un fuorigioco (inesistente rivedendolo).
La Juve, però, ha preso le misure ed ora è il Milan a retrocedere. Intanto sul fronte offensivo rossonero un apatico Pato lascia spazio ad uno sgusciante El Shaarawy. (perchè non gettare nella mischia il faraone dall’inizio Allegri ?). San Siro, rizzollato e pienissimo per l’occasione, sospira e medita, si concentra e sorride, nella prima serata non fredda dopo il lungo inverno.
L’estate invece per la Juve arriva dal piede destro di Alessandro Matri che, con una girata delle sue, mette in porta un preciso cross di Pepe e sigla l’1 a 1, esplodendo in festeggiamenti incredibili (ricordiamo che il bomber lodigiano è cresciuto proprio nel Milan dove ha trascorso 8 anni di settore giovanile, dal 1996 al 2004). Una Signora indomabile.
La Juve è impazzita di gioia: (cambi azzeccati), il Milan di rabbia. Finirà in parità. E’ la prima partita in cui la squadra di Conte è apparsa meno padrona del suo gioco tambureggiante, più stanca. Il Milan è partito a spron battuto ma forse non ha saputo essere più forte di quell’errore madornale del gol non concesso a Muntari che grida vendetta.
Pare che Adriano Galliani gliele abbia cantate quattro nell’intervallo ad Antonio Conte che aveva aperto il triste ballo delle polemiche dopo la gara di Parma dove reclamava, travestendosi da avvocato, una maggiore attenzione arbitrale per la sua juve. Quante maschere, mille serpenti. Le polemiche prima, durante e dopo (zuffa prima di scendere negli spogliatoi al fischio finale) hanno esacerbato ed inasprito una gara che, per questo, è stata tirata e mai spettacolare.
Il succo della supersfida di Serie A è che il Milan, tra mille sfortune, ha giocato 60 minuti eccezionali e che la Juve, tenuta in piedi dall’assistente di Tagliavento, continua la sua marcia senza sconfitte grazie al punto di Matri. Il Milan ha mangiato il brodo, la Juve i ravioli? Può darsi. Il campionato non finisce quà, Milan-Juve, a beneficio di molti animi, si (Luca Savarese).

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