Ora Manchester è tutta azzurra. City campione dopo 44 anni

Mancio in delirio con tutti i citizens del mondo: il Manchester City, dopo 44 anni, è sul tetto d’Inghilterra, è campione della Premier League, in barba all’altra squadra della città, quello United di ridimensionato da un’annata assolutamente negativa.
I padroni di Manchester non sono più i soliti ragazzi rossi di Ferguson ma i nuovi ragazzi azzurri di Roberto Mancini da Jesi che, a 48 anni, si prende la briga di vincere il campionato anglosassone, il più antico ed il più nobile del mondo, con i suoi boys.
Lo scorso anno era arrivata la Coppa d’Inghilterra, quest’anno ecco la premier ancor più saporita perchè arrivata quando la notte sembrava già scesa sull’Etihad Stadium nel momento in cui il City era sorprendentemente sotto contro il Qpr, ridotto in dieci per l’espulsione di Barton.
Ma da quelle parti il detto la speranza è l’ultima a morire, non è un semplice adagio ma una realtà vera e propria, una missione alla quale non puoi rinunciare. Chiediamolo al Chelsea che, quando sembrava spacciato nella gara degli ottavi contro il Napoli a Stamford Bridge ha ribaltato ogni pronostico ed è andata a buttare nel sacco di De Sanctis quattro gol pesanti come macigni di ghisa.
Il City, guarda caso, allenato da un’altro italiano (Di Matteo e Mancini perni di una Lazio che fu ed ora bravi allenatori d’oltremanica), e sotto nel punteggio, vuole credere fino alla matematica dell’orologio, nel suo scudetto. Dopo il gol iniziale di Zabaleta, la squadra vive forse la più classica delle paure di vincere e, si fa raggiungere e poi superare dalla nobile squadra londinese, in rete con un altro ex laziale, Djibril Cissè.
Il City però, paradossalmente, ha sentito davvero che la Premier League sarebbe stata sua, dopo essere stata sotto. Via allora con l’operazione rimbocco delle maniche e ripescaggio di ogni sforzo vitale per rincorrere un sogno troppo lungo.
Ad accorciarlo ci hanno pensato la testa di Dzeko e sorpattutto la zampata del Kun Aguero. Proprio due dei colpi più preziosi del patron saudita Mansour. Ha investito per vincere e, visti i risultati, ci è riuscito. Piccola postilla: se non c’era però questo immenso contributo di cuore e passione tra tifosi e giocatori, non arrivava niente ma, si restava a mani vuote. Ha senso spendere ma devi soprattutto spendere in campo una voglia matta per fare qualcosa in più dell’avversario.
L’avversario storico, quel Manchester tronfio di titoli è stato battuto, il ciclo mega lungo di Sir Alex Ferguson, sta per finire. Manchester ora è tutta azzurra, it’s Mancini’s time, come recita un cartellone in città anzi, ora più che mai, in City. (Luca Savarese)

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