Non spariamo sulla nuova Italia

La nuova Italia di Prandelli pareggia nella prova amichevole in terra austriaca contro la Romania. Quanti fischi, quanti nasi che si storcono, quanti fucili puntati. Perché non andiamo con calma? In fondo Cesare ha in mano la panchina azzurra da pochi mesi, la squadra nelle gare importanti fin qui ha risposto presente, portandosi in cima al gruppo che condurrà al prossimo europeo polacco-ucraino del 2012.
Chiedere di più è davvero pretendere. All’arrogante gruppo di Marcello Lippi era doveroso chiedere di più e soprattutto chiedere il perché di quelle prestazioni prive di anima. Per questa fresca nazionale serve invece pazienza e stima: il neo cittì vuole realmente costruire un gruppo serio e credibile, sta scegliendo tra tutte le squadre e chi fa bene non resta fuori dal suo taccuino.
Volevamo il nuovo ed il nuovo è arrivato: Sirigu, Viviano, Bonucci, Ranocchia, Diamanti, Ledesma e tanti altri, rappresentano un a forte virata rispetto ai soliti noti un po’ obsoleti di mister del recente passato. Non ci nascondiamo più dietro alla prosopopea di Capitan Cannavaro che alza la coppa del mondo per dire che siamo forti,ora in campo siamo tornati a giocare per quello che siamo non per ciò che siamo stati e questo è già un buon inizio: le certezze d’ora in poi abiteranno solo sul terreno di gioco, non in archivi logori ed ingialliti.
Lasciamo allora lavorare Prandelli in pace, ci darà soddisfazioni, non ci deluderà. Una persona che mentre gli fanno notare gli ennesimi fischi diretti a Mario Balotelli, dice che lui, se fosse stato in campo, affianco di Super Mario, lo avrebbe abbracciato, ha tutta la credibilità di questo mondo. Maestro di cuori prima che allenatore di gambe e polpacci. Lunga vita all’Italia di Cesare Prandelli!

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