Nishimura-Neymar, il Brasile parte bene. Messico ok contro il Camerun

Neymar accende il BrasileSi accende Neymar che poi, con l’aiuto dell’arbitro giapponese Nishimura (che torna a colpire dopo che in Sudafrica 2010 cacciò Felipe Melo e il Brasile cadde contro l‘Olanda ai quarti, ndr), il Brasile parte bene nella gara inaugurale dei 20^ Campionati del Mondo in svolgimento proprio in terra carioca. Finisce 3 a 1 contro la Croazia, con doppietta della stella del Barcellona e tris finale di Oscar, dopo l’1 a 0 dei croati arrivato grazie all’autogol di Marcelo.
Esordio complicato per la Selecao di Felipe Scolari, contro una Croazia solida e ben messa in campo dal giovane Niko Kovac. Proprio i croati partono bene e passano per primi, con Marcelo che nel tentativo di anticipare Jelavic, sul cros teso di Olic, mette nella propria porta, trafiggendo l’incolpevole Julio Cesar. Il Brasile reagisce e trova il pari: Oscar lotta in mezzo ai croati, poi serve Neymar che dal limite piazza un tiro non irresistibile ma angolato che beffa l’incerto Pletikosa. 1 a 1 e palla al centro.
Sembra il preludio all’avanzata irreistibile del Brasile, invece è ancora la Croazia a farsi preferire con il centrocampo di qualità formato da Modric, Rakitic e Kovacic. Ma al 69′ arriva il fattaccio: guizzo di Oscar, cross in area, tuffo di Fred (davvero veniale il tocco di Lovren, ndr), il giapponese Nishimura “abbocca” e la frittata è fatta. Calcio di rigore per i pentacampeones, con Neymar che non sbaglia e sgila il 2 a 1.
La Croazia, però, non accusa il colpo e continua ad attaccare. Dapprima con Modric, sul quale è bravo Julio Cesar, poi con Perisic allo scadere. Non arriva, però, il pari, ma il tris finale del Brasile che chiude i giochi e mette in cascina i primi tre punti, portandosi in vetta al Girone A. Lo segna il fantastico Oscar, con una puntata stile calcetto. Pletikosa si dimostra ancora una volta incerto e deve arrendersi, forse all’avanzare degli anni oltre che all’invenzione del giocatore del Chelsea.
Nell’altra sfida, esordio positivo del Tricolor. Il Messico supera di misura il Camerun di Eto’o e si porta a 3 punti, insieme al Brasile. Solo un palo per l’attaccante di Mourinho, troppo poco per uno come lui.
Ma anche in questa sfida c’è il disastro arbitrale, anzi dell’assistente, il colombiano Humberto Clavijo che, nella prima frazione di gioco, annulla due gol regolari a Giovani Dos Santos, attaccante del Messico. Passi per la prima segnalazione, millimetrica (era effettivamente difficile non fischiare l’offside, poichè Dos Santos era in linea proprio con l’ultimo difendente, ndr) ma la seconda svista è stata grave, perché oltre ad avere un completo giallastro, i camerunesi sono alti e riconoscibili.
In quella mischia l’assistente avrebbe quindi dovuto vedere che a smarcare Giovani dos Santos a due passi dalla linea bianca era stata una deviazione di Choupo Moting, non di Peralta.
Poi, però, nella ripresa, Oribe Peralta firma l’1 a 0 e regala i tre punti (per questa classifica), meritati, al Messico contro un Camerun disorganizzatissimo. Ma soprattutto salva Blatter dai guai.

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