Nelle partite che contano ora l’Italia c’è. Indolore la sconfitta col Trap

Sia ben chiara subito una cosa, l’Italia che analizziamo è quella vista a Modena contro l’Estonia venerdì sera, mentre il gruppo vacanza andato in Belgio ad aspettare che il cronometro arrivasse al novantesimo e sancisse così l’inizio delle vacanze di tutta la compagnia azzurra, non lo consideriamo.
Così come non era degna di considerazione la primissima amichevole della primissima Italia di Prandelli che, in agosto, venne sconfitta dai verdi della Costa d’Avorio, come ieri ha perso contro la verde Irlanda del cugino Trap. Se c’è una cosa che l’allievo Cesare ha imparato dal maestro Trap è quello sguardo che punta dritto all’obiettivo senza perdersi nei particolari, è quel non fasciarsi di negatività inutilmente.
Rossi, Cassano, Pazzini. Questo il prezioso lascito dell’Italia di Prandelli apprezzata nella partita ufficiale contro l’Estonia. Al di là del modesto valore della nazionale estone rassicura e fa ben sperare questo trittico di ragazzi giovani e forti là davanti e lo spirito con il quale i nostri hanno interpretato la partita: propositivo, fiero, maglie sudate, tante azioni incamerate.
Cesare aveva detto di rifarsi al modello degli eroi esili di casa blaugrana: Pedro, Messi, Villa, scopriamo però, durante questa partita, che anche noi possiamo essere un possibile modello: la fantasia produttiva di Cassano e la prontezza creativa di Rossi, oltre a regalarci i primi due gol, ci fanno nutrire credibili sogni futuri.
Abbiamo tutte le credenziali per essere una nazionale finalmente competitiva e, notiamo con piacere, che, quel brutto complesso d’inferiorità provato dopo l’ecatombe sudafricana, sta pian piano dileguandosi e la maglia azzurra non stringe più la pelle ma ritrova il suo degno appeal. Ora gli alchimisti e i catastrofisti possono innalzare i loro senni di poi e dire che non ci siamo, che non va bene, che se convocava tizio, che se avesse giocato caio. E’ davvero fuori luogo intonare un de profundis dopo una partita-scampagnata persa e dopo una partita decisiva, vinta con largo scarto.
Certo che non è ancora l’Italia definitiva ma nella valigia che, molto probabilmente, partirà per Euro 2012, destinazione Polonia ed Ucraina, c’è già pronto un ingrediente che nelle ultime recenti nazionali mancava: il coraggio del nuovo, il desiderio di puntare su giocatori che prima mai venivano presi in considerazione. Come per esempio Parolo, come per esempio Ogbonna. Continuiamo a preparare la valigia con calma, ma questo piccolo grande bagaglio, teniamocelo stretto. (Luca Savarese)

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