Nasce On the Beach, la rubrica dell’estate. Nella I Puntata speciale Mutu

Ciao numerosissimi amici di Stadio Goal! Nasce ON THE BEACH, una nuova rubrica fresca per questi giorni caldi, una specie di bibitone da leggere per rinfrescarsi, se magari il vostro condizionatore è un attimo guasto, tranquilli, c’è ON THE BEACH che vi aspetta, pronto a rinfrescarvi un po’, con i suoi racconti sul calcio di ieri, di oggi e di domani, con le sue storie sulla storia dei suoi personaggi pallonari, con le curiosità delle sue partite più strambe e memorabili..Bè, non resta che dirvi buon estate, anzi ON THE BEACH..!
Nella prima puntata un piccolo speciale su Adian Mutu, approdato, con sorpresa di tutti, al Cesena
E prossimamente la vera storia di Villas Boas, uno storico Verona-Chievo del 2002 e tanto tanto altro ancora!! Buona vita popolo di Stadio Goal!!

CHIAMAMI ANCORA MUTU

Adrian Mutu al Cesena fa molto ma molto sogni di un pomeriggio assolatissimo d’estate, in riva al mare con gli amici, dove, mentre si fanno le squadre per un avvincente match di calcio tennis, si pensano e si sparano le chicche più fantasiose di calciomercato. “Del Piero al Genoa, Zarate al Novara e Mutu al Cesena e compagnia briscola…” Davvero Mutu al Cesena sembra proprio una di queste chimere da estate pallonara in riva al mare.
Ora però è realtà, e in questo, notiamo con piacere, due cose: c’è Mutu che non è più quella macchina di bravate a tutto spiano di pochi mesi fa ed è quindi reintegrato nella teta e pronto, nelle gambe (lo sarà pienamente dopo il ritiro) a portarsi sulle spalle l’ennesima sfida della sua carriera: Cesena. Poi c’è il Cesena, squadra che non è discesa in cadetteria e che non ha visto la Serie A, di passaggio ma che si è salvata con i denti e con le prestazioni e che si regala un acquistone che, la dice lunga sulla fame di risultati e sulla voglia di vetrina che hanno in Romagna.
Gli abbonamenti al Manuzzi dopo l’ingaggio del romeno stanno avendo un picco clamoroso in queste ore. Mutu a Cesena è dunque un colpo di bilardo, una magia stucchevole che accende il mercato quasi come Klose alla Lazio o Bojan alla Roma. Che spettacolo amisci come direbbe il simpatico Josè Altafini, il mercato spara i primi fuochi d’artificio e l’estate è iniziata neanche da una settimana.
Determinante nel passaggio dalla viola ai cesenati la volontà del bomber romeno che ha voluto con insistenza andare a Cesena, iniziare una nuova vita, segno che non è più un nababbo privo di personalità nelle mani degli agenti del mercato ma che, vuole ancora decidere, scegliere, giocare, contribuire. Che vita quella del fenomeno rumeno, baciato dal dio pallone.
L’Inter lo nota e lo porta in Italia dalla Dinamo Bucarest. A San Siro è piccolo per una squadra troppo grande ed allora va a Verona, dove si fa notare per giocate e gran gol, come uno fatto al Milan nel 2002 al Bentegodi. Ecco dunque la splendida esperienza sulla via emilia, stazione di Parma, 18 gol in una stagione e paragoni frequenti con Zola; quando al Tardini era diventato un idolo, arriva il momento forse più drammatico: il trasferimento al Chelsea ed una vita spesa forse più per pagare sostanze e pasticche che per parlare ancora di sè in campo; Stamford Bridge, non riesce un attimo a gustarlo e Adrian sta male, molto male. C’è però una scialuppa, quella gettata nella tempesta di Adrian dalla Juventus che lo vuole recuperare: Adrian a Torino inizia a disintossicarsi e anche in campo si rivede il suo talento.
La Fiorentina, Panataleo Corvino e i Della Valle vogliono costruire attorno a lui un progetto di credibilità e consegnare a Prandelli un gioiellino, lui che a Parma lo ebbe con sé. Nella città del pontevecchio Adrian diventa nuovo, nuovissimo tanto da diventare il fenomeno della Fiesole. Negli ultimi due anni però sopraggiungono ancora vecchi disordini, scontri con un cameriere ed episodi da libro nero che ne deturpano l’immagine e lo allontanano dal campo. Per Adrian però dopo una caduta, si presenta subito una possibilità di risalita.
Questa volta la croce rossa si chiama Cesena e per lui si sono mossi Igor Campedelli, il presidente che, tra il lotto delle venti, parla di meno ma fa colpi miratissimi: lo scorso anno Jimenez d’estate e Rosina in inverno, adesso Mutu. Un altro che ha cullava da tempo il sogno Mutu è Lorenzo Minotti, dirigente oculato e palato fine di calcio.
Non è così strano che il Cesena sia rimasto vivo. Non è così strano che quest’anno insegua una determinata riconferma in Serie A. Mutu al Cesena non è un’allegra trovata tra gavettoni e lazzi estivi, ma una saporita novità. ON THE BEACH. I PUNTATA. (Luca Savarese)

Speak Your Mind

*